November 2, 2018 / 6:22 PM / a month ago

Stress test, banche Italia promosse, Intesa la più solida

MILANO, 2 novembre (Reuters) - Per le quattro banche italiane che hanno partecipato agli stress test dell’Eba il risultato conferma le previsioni della vigilia. Il test viene superato da tutte e nessuno dei quattro istituti — Intesa SanPaolo, UniCredit, Ubi e Banco Bpm — mostra un Cet1 che scende sotto la soglia del 5,5% in caso di scenario avverso.

Ma ci sono delle differenze e, mentre Intesa SanPaolo si conferma la banca più solida, Banco Bpm si classifica al terzultimo posto nel campione delle 48 banche europee.

C’è da dire che il punto di partenza era rappresentato dai dati di bilancio di fine 2017 e nel corso di quest’anno quasi tutti gli istituti hanno portato avanti misure di rafforzamento patrimoniale. Banco Bpm ha ad esempio ceduto Npl per oltre 5 miliardi.

“Per le quattro banche italiane incluse nel campione la riduzione media ponderata del Cet1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche dell’SSM incluse nel campione e con la media totale Eba”, scrive Bankitalia in una nota.

Abi condivide l’analisi di Bankitalia e dell’Eba giudicata “esauriente e condivisibile”. Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria “prende atto con soddisfazione dell’esito degli stress test condotti”.

Guardando ai singoli istituti, Intesa vedrebbe nello scenario avverso il suo Cet1 fully loaded al 2020 a 9,66% da 11,85% a fine 2017 tenendo conto dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9. “I risultati degli stress test collocano Intesa Sanpaolo ai vertici europei e confermano la nostra Banca un chiaro vincitore di questo esercizio”, commenta a caldo il Ceo di Intesa Carlo Messina.

Segue UniCredit, che vede il suo Cet1 a 9,34% nel 2020, in calo di 346 punti base da fine 2017, sempre in caso di scenario avverso.

Per Banco Bpm il Cet1 fully loaded scenderebbe al 2020 6,67% nello scenario avverso, per Ubi a 7,46%.

Banco Bpm sottolinea in una nota che i risultati sono più che soddisfacenti se si tiene conto fra l’altro che le regole dell’esercizio non hanno permesso di sterilizzare costi straordinari e non ripetibili legati alla fusione Banco Popolare - Bpm. “Tali costi sono stati proiettati nei 3 anni di orizzonte del Test per un totale cumulato di oltre 500 milioni di Euro, generando effetti non realistici”.

Come nel 2016, lo stress test di quest’anno non stabilisce una soglia minima di capitale da rispettare, e non prevede dunque ‘promozioni’ o ‘bocciature’, ma i risultati dell’esercizio, unitamente ad altri elementi, rientrano tra le informazioni utilizzate per la quantificazione del requisito di capitale di Secondo pilastro (Pillar 2), nello Srep, il processo di revisione e valutazione prudenziale.

In parallelo, la Bce ha condotto un esercizio di stress test anche sulle banche sottoposte alla sua diretta supervisione ma che non rientrano nel campione. La comunicazione al mercato dei risultati dipende da una decisione delle singole banche.

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