October 30, 2018 / 9:30 AM / 2 months ago

NSTANT VIEW 3-Italia, crescita ferma in trim3, Pil 2018 non andrà oltre 1%

(Aggiunge commento)

* Grafici su economia italiana tmsnrt.rs/2bxVe8n

MILANO, 30 ottobre (Reuters) - Nel terzo trimestre l’economia italiana ha rallentato il proprio ritmo di crescita fino ad azzerarlo in termini congiunturali, come non accadeva dal quarto trimestre 2014.

In frenata anche il tasso di crescita tendenziale, attestatosi 0,8% da 1,2% dei tre mesi al 30 giugno.

La prima stima Istat delude la mediana delle attese raccolte da Reuters, che ipotizzavano un’esapansione trimestrale di 0,1% e una crescita tendenziale di 0,9%.

La variazione acquisita per il 2018, dice l’ufficio di statistica che parla di “stagnazione” e “pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni”, è pari a +1%.

Di seguito i commenti di alcuni economisti:

PAOLO PIZZOLI

“Speravo in una crescita almeno di 0,1%, cosa che non è si è verificata. Dalle indicazioni date da Istat nel comunicato emerge come l’industria continui a sottrarre crescita, mentre l’apporto della componente estera è nullo.

E’ possibile che la debolezza della produzione industriale si sia riflessa soprattutto sulle scorte, di cui c’è stato un probabile decumulo, mentre i consumi delle famiglie restano tendenzialmente deboli.

A questo punto, la crescita annua del Pil nel 2018 non andrà oltre 1%, per avere 1,1% bisognerebbe osservare un’accelerazione di 0,3% congiunturale nel terzo trimestre che è fuori contesto”.

NICOLA NOBILE, Oxford Economics

“Il risultato si è rivelato anche al di sotto delle nostre aspettative, che si aggiravano sullo 0,1%.

Dal punto di vista politico è sicuramente una notizia molto negativa, probabilmente chiuderemo quest’anno al di sotto delle aspettative del governo e non ci sarà un’accelerazione nei numeri del 2019. È chiaro che l’economia italiana sta rallentando e che la stima della crescita del governo per il 2019, dell’1,5%, a questo punto sembra molto ottimistica.

Bisogna vedere se questo dato si rivelerà il ‘trigger’ per avere una reazione politica che cambi la manovra in seguito all’effetto sui mercati finanziari.

Il fatto che la componente della domanda sia nulla sia al livello interno sia all’estero potrebbe avere conseguenze sul Pil della zona euro, che potrebbe rivelarsi inferiore allo 0,4% che ci si attende, arrivando a toccare anche lo 0,3%.

La stima per fine anno a questo punto si aggira attorno all’1%, quel che pesa di più rimane però la mancanza di slancio per l’anno a venire”.

LOREDANA FEDERICO, Unicredit

“È un dato ancora più debole delle attese ed è da attribuire a un rallentamento dell’industria. Manca ancora il dato produzione di settembre, ma già quelli di luglio e agosto indicavano contrazione per il trimestre. Incide ancora prevalentemente una debolezza legata al commercio mondiale che pesa sugli ordinativi per l’estero e quindi sulla produzione. L’effetto incertezza, poi, limita gli investimenti. Dal lato della domanda si può pensare a una debolezza dei consumi e a un aumento dei risparmi indotto dal clima di incertezza.

A questo punto per l’intero 2018 prevediamo una crescita destagionalizzata dell’1%. Anche un +0,2% nel quarto trimestre non modificherebbe il dato annuo”

(Lisa Di Giuseppe, Elvira Pollina, Luca Trogni)

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