October 22, 2018 / 5:47 AM / 2 months ago

Erg, Ebitda a oltre 600 mln al 2022, punta su Europa, aumento spread preoccupa

MILANO, 22 ottobre (Reuters) - Erg stima di incrementare ulteriormente la redditività nei prossimi quattro anni, centrando un Ebdita superiore ai 600 milioni di euro al 2022. Il dato è leggermente superiore rispetto all’obiettivo fornito al mercato lo scorso marzo di circa 560 milioni a fine piano, grazie anche al buon andamento dei prezzi dell’energia.

Lo ha sottolineato Luca Bettonte, AD della società genovese, nel corso di una conferenza stampa, insieme alla famiglia Garrone, per fare il bilancio dell’attività del gruppo e aggiornare le strategie di sviluppo in occasione dell’anniversario degli 80 anni di vita dell’azienda.

Certo le turbolenze sui mercati finanziari non lasciano indifferenti i vertici del gruppo e una qualche preoccupazione traspare dopo il nuovo downgrade di Moody’s sull’Italia.

“Non possiamo essere sereni perché la tensione sui mercati sta aumentando. Non abbiamo un problema di rifinanziamento in questo momento. Diverso è il discorso nel medio e lungo termine, quando dovremo finanziare il piano industriale e questo implica il ricorrere a un indebitamento e al mercato dei capitali. Sono fiducioso che da qui al 2020 torni il sereno”, ha detto Bettonte.

Il vicepresidente esecutivo Alessandro Garrone ha sottolineato che Erg “è il primo operatore nell’eolico in Italia e fra i primi dieci in Europa”. La svolta inizia dieci anni fa con l’addio al petrolio per puntare tutto sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare eolico, idrico e solare. Per festeggiare questa trasformazione a 360 gradi la famiglia Garrone riconoscerà ai 675 dipendenti del gruppo ottanta azioni più una gratifica “una tantum” di 1.500 euro, in tutto circa 3.000 euro.

I Garrone controllano il 63% di Erg attraverso San Quirico, i cui soci, una decina, sono tutti membri della terza generazione di Erg. Una holding di fatto blindata: “non ci piace scrivere troppe regole che poi generano liti. L’unica nostra regola è che noi non possiamo cedere azioni San Quirico al di fuori, ma solo all’interno della holding”, ha precisato Garrone.

Nel settore dell’eolico, fino al 2016, il sistema europeo prevedeva incentivi basati su tariffe più o meno fisse. Oggi non è più così e si procede attraverso delle aste per ottenere i diritti a costruire nuovi impianti e “sono al ribasso, pertanto il prezzo dell’energia è l’elemento chiave della competizione”, ha spiegato Bettonte.

Germania, Francia e Inghilterra sono i tre Paesi dove il gruppo punta attraverso il “green field”, ottenendo cioè l’autorizzazione per nuovi parchi eolici da portare in asta o da soli o con accordi di co-sviluppo.

Poi ci sono Romania, Bulgaria e Polonia, “nei Paesi dell’Est guardiamo se ci sono possibilità, come in Polonia, dove stiamo pensando di attivare una pipeline visto che hanno avviato le aste”, ha sottolineato il manager, evidenziando che il piano presentato a marzo scorso punta a una crescita significativa in Europa.

A fine piano il target è di raggiungere 3.600 MW di potenza installata complessiva.

In Italia il gruppo punta quasi tutto sullo sviluppo del settore eolico, incrementando la potenza installata attraverso acquisizioni e progetti di “repowering e di reblading”, cioè le operazioni di sostituzione dell’intera torre eolica con altre di nuova generazione o delle sole pale con l’obiettivo di prolungare il ciclo di vita degli impianti e aumentarne la produzione e la redditività.

Sono 500 i MW sui quali l’azienda si concentrerà per la sostituzione degli impianti esistenti. “Nel piano abbiamo inseriti solo 153 mw che diventeranno 410 mw perché la produzione aumenterà dalle 3 alle 4 volte per un investimento complessivo al 2022 di oltre 400 milioni di euro”, ha spiegato Bettonte. E le stesse operazione di “repowering e reblading” saranno fatte anche in Germania e Francia.

“Abbiamo 2,5 miliardi circa di gestione di liquidità e debito di 1,25 miliardi atteso alla fine del piano industriale e anche al 2022 il gruppo si troverà di fronte alla possibilità di avere ancora una grande ondata di investimenti con un’ebidta che sarà di oltre 600 milioni”, ha concluso Bettonte.

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