October 18, 2018 / 10:45 AM / 2 months ago

Manovra, per vittime crac bancari 250 mln nel 2019

* Governo prevede dotazione in 3 anni di oltre 1,5 mld

* In manovra 50 mln in più per i ristori

* Governo punta a utilizzo fondo conti e polizze dormienti

* Associazioni risparmiatori aspettano convocazione governo

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei

ROMA, 18 ottobre (Reuters) - I risparmiatori vittime dei crac bancari, a cui il governo ha promesso rimborsi per 1,5 miliardi, si dovranno accontentare per il 2019 di un antipasto da 250 milioni, di cui solo 50 di nuove risorse messe sul piatto dalla maggioranza.

Alessio Villarosa (M5s) e Massimo Bitonci (Lega), i due sottosegretari all’Economia che stanno curando il dossier e fin dall’estate i rapporti con le associazioni dei risparmiatori, hanno quantificato ieri per la prima volta il dettaglio degli interventi che dovranno dare corpo alla promessa elettorale.

Ci sarà un apposito Fondo per il “il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle banche in violazione degli obblighi informativi (diligenza, correttezza e trasparenza)”, hanno dichiarato.

Lo stanziamento in questo fondo è di 525 milioni all’anno per il 2019-2021, in modo da superare in tre anni il miliardo e mezzo promesso.

Le cifre contenute nel Documento programmatico di Bilancio (Dpb) sono diverse. La dotazione per il 2019 è pari a zero e a 365 milioni (0,02 punti percentuali di Pil) sia nel 2020 sia nel 2021.

Villarosa e Bitonci spiegano così l’incongruenza: il Dpb indica le erogazioni di cassa tenendo conto “dei tempi tecnici di istruttoria” e del completamento delle procedure, risorse tra l’altro aggiuntive rispetto a quanto già indicato nel tendenziale della Nota di aggiornamento al Def.

Nella Nadef quindi ci sarebbero 200 milioni di euro, evidentemente previsti dal precedente governo che ha lasciato il timone al nuovo da giugno.

Nonostante per i risparmiatori siano disponibili 525 milioni, le erogazioni prevedibili per il 2019 non supereranno 250 milioni, di cui solo 50 di nuova finanza, il che spiega l’impatto nullo sul Pil indicato nella Dpb per il 2019.

Ma da dove vengono, in ogni caso, queste risorse destinate al fondo per il ristoro, creato ad hoc presso il ministero?

Sempre Villarosa e Bitonci avevano dato una risposta puntuale il 4 ottobre, spiegando che sarebbe stato utilizzato il fondo che raccoglie i conti dormienti di depositanti bancari e di sottoscrittori di polizze, una volta andati in prescrizione.

Lì, nel fondo ‘rapporti dormienti’, ci sarebbe un ‘tesoretto’ di circa 600 milioni, secondo quanto chiarito da più fonti, tra governative e vicine al dossier.

LE ASSOCIAZIONI SONO PREOCCUPATE

Il governo ha promesso i rimborsi alle vittime di tutti i crac. Quindi Veneto banca e Popolare di Vicenza più le quattro banche poste in risoluzione a fine 2015: Banca Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti.

Le associazioni dei risparmiatori, a cui prima delle elezioni era stata promessa più attenzione di quanta ne avessero ricevuta dal precedente esecutivo, hanno avuto incontri al ministero dell’Economia a luglio e aspettano con impazienza una nuova convocazione per definire norme e platea dei beneficiari, se si tratterà cioè dei soli obbligazionisti o se ci saranno ristori anche per gli azionisti.

“Se gli 1,5 miliardi che avevamo chiesto per le sole banche venete sono per tutti, certamente non bastano. Ma aspettiamo che ci convochino nuovamente a Roma”, ha detto a Reuters Luigi Ugone, rappresentante dell’associazione ‘Noi che credevamo...’, la maggiore tra quelle che assistono gli ex risparmiatori delle due popolari venete.

Nella Nadef si legge che le misure di ristoro entreranno in un disegno di legge collegato alla manovra. Di conseguenza, l’esame in Parlamento può rivelarsi più lungo rispetto a quello della stessa manovra o di un decreto legge.

Ugone dice di aspettarsi un intervento nella legge di Bilancio per correggere l’attuale normativa, inserita a dicembre 2017 nella manovra di quest’anno. Auspica inoltre che non vi siano tetti o percentuali di rimborso e che l’erogazione non comporti la rinuncia ad ulteriori rivalse legali. “Chi aderirà al ristoro deve poter continuare a far valere le sue ragioni”, dice.

Anche Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione “Vittime del Salva-banche”, esprime scetticismo. “La nostra sensazione è che questo miliardo e mezzo non ci sia, credo che alla fine ci sarà un rimborso a scaglioni”, dice anticipando quanto poi verrà confermato da Villarosa e Bitonci.

“La platea dei beneficiari non è chiara”, aggiunge confermando di aspettarsi a breve nuovi incontri a Roma.

CONTI DORMIENTI: I PRIMI FONDI DISPONIBILI DA NOVEMBRE

La possibilità concreta di attingere ai conti dormienti maturerà ai primi di novembre, in corrispondenza di una scadenza decennale per i titolari o i loro eredi ad esigere le proprie spettanze.

Nel fondo, ricordano le fonti, affluiscono depositi, assegni circolari e buoni fruttiferi non movimentati dal titolare o da suoi delegati per dieci anni. Lo Stato acquisisce gli importi dopo ulteriori dieci anni, se gli aventi diritto nel frattempo non si sono fatti vivi.

Per le polizze assicurative il meccanismo è diverso. L’intermediario trattiene i prodotti a scadenza per dieci anni, decorsi i quali scatta la prescrizione e i relativi importi non sono più esigibili. L’Ivass sta monitorando 900.000 polizze a questo fine, ma non ha stime su quanto possa restare a disposizione.

Su un importo complessivo di 674 milioni di conti dormienti affluito a novembre 2008, lo Stato ha rimborsato ad intestatari ed eredi circa 72 milioni.

“È verosimile quindi che si renderanno presto disponibili circa 600 milioni”, riferisce una delle fonti sentite da Reuters.

Il ristoro, secondo la legge attuale, spetta a chiunque abbia subito un “danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice, con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf)” o con altra pronuncia arbitrale.

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