September 26, 2018 / 12:43 PM / 2 months ago

PUNTO 2-Tria frena Di Maio su deficit: niente crescita senza stabilità

* Tria a Di Maio: “Ho giurato nel solo interesse della nazione”

* Niente intesa per ora, leader M5s annuncia nuovo vertice

* Fonte: possibile aumento deficit in 2 tempi, subito a 1,8/1,9% Pil

* Tria: reddito cittadinanza e revisione legge Fornero in manovra (Accorpa pezzi, aggiunge fonte parlamentare e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 26 settembre (Reuters) - Il governo darà ai mercati finanziari un “segnale di stabilità” presentando domani i nuovi obiettivi di deficit e debito.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, frena le richieste del vice premier e leader del M5s, Luigi Di Maio, secondo il quale la Nota di aggiornamento al Def (Nadef) deve essere “coraggiosa” altrimenti “non avrà i voti del M5s” in Parlamento.

Tria vorrebbe mantenere l’indebitamento del 2019 all’1,6% in rapporto al pil, comunque sotto il 2%, mentre Lega e M5s vorrebbero spingersi fino al 2,5%.

“Se si chiede troppo quel che si guadagna [alzando il deficit] si perde in maggiori interessi” sul debito, ha avvertito il ministro dell’Economia.

Il consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani alle 18,00. Di Maio alla Camera ha confermato le divisioni dicendo ai cronisti che è necessario un nuovo vertice di governo: “C’è tanto lavoro da fare”.

Prima ancora, su radio Capital, il vice premier aveva ribadito che un target di deficit al 2% del Pil “non è un tabù”, in polemica con il commissario europeo Pierre Moscovici, dal quale è arrivato l’invito a rispettare le regole comunitarie.

Secondo una fonte parlamentare, il negoziato potrebbe chiudersi su un deficit a quota 1,8 o 1,9%, ma durante l’esame in Parlamento della manovra si vedrà se vi sono le condizioni per un ulteriore incremento a quota 2,1/2,2, anche alla luce del confronto con l’Europa.

I mercati per ora mostrano di credere più al professore di Tor Vergata: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennale è sceso a 229 punti base dai 235 di ieri .

“Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri. E questo giuramento lo abbiamo fatto tutti”, ha detto Tria confermando, durante un convegno di Confcommercio, l’impegno a sterilizzare gli aumenti di Iva e accise.

IN MASSIMO TRE ANNI INVESTIMENTI PUBBLICI A 3% PIL

Tria ha assicurato che grazie alla legge di Bilancio la pressione fiscale inizierà a scendere già dal 2019. “Ora si parte dalle imprese, negli anni successivi si aggredirà la questione dell’Irpef”.

Il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento cinque stelle, sarà in manovra e aiuterà le imprese a gestire le conseguenze sociali dei processi di trasformazione produttiva.

Anche la revisione della legge Fornero, che nel 2011 ha alzato i requisiti di accesso alla pensione, va vista secondo il ministro nell’ottica di favorire la produttività. “Bisogna accompagnare l’uscita dalle imprese di personale anziano a favore dei giovani. Non è un problema di età ma di competenze”.

La spinta alla crescita passa inoltre per gli investimenti pubblici, che “in due o tre anni” dovranno ritornare a quota 3% del Pil.

“Ci saranno nuovi fondi, interventi per accelerare la giustizia civile e modifiche al codice degli appalti”, dice Tria.

“Stiamo lavorando ad un mix di politiche che mostri a tutti che bisogna avere fiducia nei confronti dell’Italia, non solo sui conti pubblici ma anche sulla crescita”.

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