September 20, 2018 / 2:26 PM / a month ago

PUNTO 1-Aston Martin, con ipo cerca valutazione fino a 6,7 mld dlr

(Aggiunge prospetto)

LONDRA, 20 settembre (Reuters) - Aston Martin punta a ottenere una valutazione fino a 6,7 miliardi di dollari dalla quotazione in borsa a Londra e sta prendendo le iniziative necessarie per poter affrontare tutti gli scenari possibili conseguenti alla Brexit.

Già il mese scorso la casa automobilistica aveva comunicato di voler procedere all’ipo.

Nel prospetto dell’operazione, pubblicato nel pomeriggio, si legge che l’amministratore delegato, Andy Palmer, con il collocamento avrà in mano lo 0,5% circa del capitale. E potrà cedere la partecipazione nell’arco dei prossimi quattro anni. Palmer avrà uno stipendio fisso di 1,2 milioni di sterline l’anno, più bonus — legati alla performance industriale e a quella borsistica — non superiori al 200% della parte fissa. Lo stipendio dell’AD verrà rivisto nel 2022.

Aston Martin spera di riuscire a determinare il prezzo definitivo dell’Ipo intorno al 3 ottobre. Il titolo dovrebbe essere ammesso agli scambi attorno all’8 ottobre.

Le case automobilisitiche sono preoccupate delle conseguenze che i controlli alle dogane dovuti a una Brexit senza accordo potrebbero avere sulla produzione e i costi.

Il capo di Aston, la cui intera produzione è in Gran Bretagna, ha detto che l’azienda ha aumentato il magazzino di motori e componenti nel caso in cui le condizioni del commercio con l’Unione europea dovessero cambiare a breve.

“Per ogni automobile che potremmo perdere a causa di un dazio del 10% imposto dall’Europa, probabilmente potremmo guadagnare a spese di Ferrari e Lamborghini, che commerciano nell’altra direzione, perché ovviamente i loro prodotti diventeranno più costosi in Gran Bretagna”, ha detto Palmer a Reuters.

Aston ha fissato per il 25% di capitale che vuole portare sul mercato un range indicativo di prezzo compreso tra 17,5 e 22,5 sterline per azione, proiettando una capitalizzazione tra 4,02 e 5,07 miliardi di sterline (6,7 miliardi di dollari).

Come annunciato il 29 agosto scorso, Investindustrial di Andrea Bonomi, Investment Dar e Daimler (5% del capitale) manterranno delle quote nella società dopo l’ipo.

A partire dal 2014, quando Palmer è diventato ceo, l’azienda ha subìto una ristrutturazione completa, che ha aumentato i volumi di produzione e reso possibile l’espansione in nuovi segmenti di mercato.

Palmer ha affermato che l’interesse degli investitori alla quotazione è stato “senza precedenti”.

“Tendenzialmente, la tipologia di investitori è quella dei ‘long only’, gente che comprende che questa è una storia di crescita”, ha concluso.

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