September 17, 2018 / 1:20 PM / 3 months ago

Processo tangenti, difesa Saipem: crescita fatturato Algeria frutto investimenti

MILANO, 17 settembre (Reuters) - La difesa di Saipem — nell’ambito delle controrepliche al processo in corso a Milano sulla presunta tangente da 197 milioni di euro dalla società partecipata da Eni all’allora ministro algerino dell’Energia Chekib Khelil e altri funzionari in cambio di commesse petrolifere per otto miliardi — ha detto oggi che la crescita del fatturato della società italiana in Algeria non fu un miracolo sospetto, ma il frutto di lavoro e investimenti.

“Il fatturato di Saipem tra il 2005 e il 2007 non è miracoloso, ma frutto di un lungo lavoro per migliorare la percezione della società in Algeria, che per anni non è stata buona”, ha detto in aula l’avvocato Enrico Giarda, rispondendo al pm Isidoro Palma che, nelle repliche della scorsa udienza, aveva accusato Eni di “mancato controllo nei confronti di Saipem” a proposito degli exploit di quest’ultima nello Stato nordafricano.

“Se vedi che le commesse in Algeria crescono in modo entusiasmante - aveva detto il magistrato - e anche i costi di intermediazione, non ti fai qualche domanda? Bisognerebbe altrimenti pensare a una straordinaria incompetenza dei manager ma noi sappiamo che non è così, conosciamo tutti la caratura professionale e l’esperienza dei nostri imputati”.

Al processo, oltre alle società Eni e Saipem, fra gli imputati figurano anche l’attuale presidente del Milan ed ex AD di Eni Paolo Scaroni e l’ex presidente di Saipem Pietro Tali. Le richieste di condanna sono state effettuate dal pm lo scorso 26 febbraio.

L’avvocato Giarda ha anche replicato all’affermazione del pm sulla sentenza di non luogo a procedere pronunciata dai giudici algerini nei confronti di Khelil che, a dire del magistrato, non sarebbe stata “nel merito delle accuse” e avrebbe rappresentato “una sentenza di Stato”.

“E’ una possibilità che esiste anche in Italia quella di essere assolti durante le indagini oppure uno deve sopportare per forza quattro anni di dibattimento come noi prima di essere assolto? Inoltre: cosa significa assolto dallo Stato?”, ha detto ai giudici.

Infine, il legale ha rivendicato il ruolo di Farid Bedjaoui, presunto mediatore della tangente e segretario particolare del ministro, come quello di “un agente che in un mercato difficile come quello dell’Algeria serve per capire se l’investimento si può fare o meno. Un ruolo che - ha sostenuto Giarda - è stato confermato in aula da diversi testimoni”.

Mercoledì si concluderanno le repliche, poi camera di consiglio e sentenza.

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