October 25, 2019 / 9:00 AM / a month ago

Renault, su ricavi pesano Nissan, bassa domanda motori diesel

PARIGI, 25 ottobre (Reuters) - I ricavi di Renault sono diminuiti nel terzo trimestre, ridotti dal calo della produzione dei partner Nissan e Daimler, con la minore domanda per motori diesel che ha pesato su un quadro già compromesso dal rallentamento del mercato globale.

La casa automobilistica francese, che detiene il 43,4% del produttore giapponese Nissan, ha dichiarato che i ricavi del gruppo sono calati dell’1,6% a 11,296 miliardi di euro, con i volumi di vendite del gruppo nel terzo trimestre in flessione del 4,4% a 852.198 veicoli.

Renault aveva già avvertito della flessione delle vendite con un profit warning la scorsa settimana, mandando a picco le quotazioni del titolo. Oggi ha spiegato a cosa sono dovuti i risultati peggiori delle aspettative.

Oltre a vendere veicoli a marchio Renault, l’azienda utilizza anche i suoi impianti per produrre veicoli per il partner Nissan e per Daimler, ed è specializzato nella produzione di motori diesel per altre case automobilistiche.

Le vendite dei veicoli prodotti per i partner hanno subìto un rallentamento innescando un effetto a catena sui ricavi di Renault in un contesto che vede una parallela flessione della domanda per motori diesel in Europa.

Il quadro è stato aggravato dalla chiusura del mercato iraniano dallo scorso anno in seguito alle sanzioni commerciali imposte dagli Stati Uniti.

Contestualmente ai risultati trimestrali diffusi oggi, Renault ha rivisto al ribasso le sue previsioni per la crescita del mercato automobilistico globale, dicendo di aspettarsi nel 2019 un calo di circa il 4% su base annua, a fronte del 3% circa delle stime precedenti.

Nel profit warning della scorsa settimana, il colosso francese ha annunciato che le vendite diminuiranno tra il 3% e il 4% quest’anno, contro le previsioni precedenti che indicavano un risultato simile a quello del 2018.

La società ha anche detto la scorsa settimana che il suo margine operativo è fissato al 5%, contro l’obiettivo precedente del 6%, mentre continua l’impegno per tenere sotto controllo i costi di ricerca e sviluppo.

Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Maria Pia Quaglia, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

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