October 24, 2019 / 4:28 PM / a month ago

Bper punta a cessione oltre 1 mld sofferenze entro primo semestre 2020

MODENA, 24 ottobre (Reuters) - Bper Banca punta a cedere sofferenze per oltre un miliardo di euro entro la fine del primo semestre dell’anno prossimo, con l’obiettivo di raggiungere il target di un Npe ratio lordo inferiore al 9% in largo anticipo rispetto al piano.

A margine di un convegno a Modena l’AD dell’istituto Alessandro Vandelli ha sottolineato che la banca intende accelerare il processo di derisking, favorito anche dagli adeguati livelli di capitale disponibile e coperture sui crediti deteriorati.

“Abbiamo in target da piano industriale al 2021 di scendere sotto il 9% di Npe ratio lordo”, ha ricordato Vandelli, “e in queste settimane stiamo lavorando per anticipare questo obiettivo già nel 2020, auspicabilmente nel primo semestre”.

A questo scopo Bper sta per completare la prima fase del progetto di cessione di un nuovo pacchetto di sofferenze che vede l’analisi e la selezione dei portafogli da vendere, ha spiegato.

“Speriamo di esser pronti a raccontare quello che abbiamo in mente in occasione della presentazione della trimestrale che faremo l’8 di novembre”, ha detto.

Con il perfezionamento delle ultime operazioni effettuate, tra cui la cessione di sofferenze per un valore di 1,3 miliardi al gruppo Unipol nell’ambito del progetto di acquisizione di Unipol Banca dal gruppo bolognese, Bper chiuderà il 2019 con Npe ratio lordo intorno all’11,5%, ha spiegato.

“Ormai siamo abbastanza vicini ad andare ‘single digit’ e vediamo i presupposti per poter accelerare perché abbiamo una buona porzione del portafoglio sofferenze con buoni livelli di copertura”, ha proseguito Vandelli.

L’istituto modenese non esclude anche di valutare qualche cessione di Utp se ci saranno opportunità, anche se la strategia generale del gruppo è quella di una gestione interna dei crediti deteriorati che garantisce “il massimo del recupero”.

“Fatto salvo cogliere opportunità di cessione, quello che vorremmo fare è avviare una gestione di tipo ordinario avendo terminato la nostra parte straordinaria che prevedrà ancora cessioni, magari non di quelle massive ma magari single ticket”.

L’AD ha confermato inoltre i target reddituali del piano industriale triennale annunciato lo scorso febbraio.

Se da un lato, infatti, il contesto attuale vede un livello di spread notevolmente ridotto rispetto a quelli esistenti a inizio anno, con possibili benefici sul portafoglio Btp, dall’altro permane la pressione sui margini a causa dei bassi livelli dei tassi, ha spiegato Vandelli.

Sul fronte M&A l’AD non ha commentato nello specifico le ipotesi stampa su una possibile fusione con Ubi Banca, idea che sarebbe gradita ai grandi soci dei due istituti ex popolari, secondo le indiscrezioni.

In generale, sul tema del consolidamento bancario Vandelli ritiene che “il mercato percepisce che oggi ci sono delle condizioni diverse rispetto agli ultimi due anni, e allora si diverte a fare il gioco delle coppie”, tra le banche potenzialmente aggregabili, quali Bper, Ubi, Banco Bpm e Mps.

Il migliore contesto settoriale sull’M&A è principalmente riconducibile, secondo l’AD, “a due fattori: un livello di patrimonio più adeguato da parte delle banche riconosciuto anche dalla Bce, e un livello di crediti deteriorati che si è enormemente ridotto negli ultimi anni, e che rende più possibili queste operazioni. Dire poi quando si verificheranno, credo sia più difficile”.

Per quanto riguarda Bper “in questo momento siamo fortemente impegnati a finalizzare quello che abbiamo impostato nel corso del 2019 confidenti di riuscire a rispettare tutti i piani e le tempistiche ci siamo dati”.

In ogni caso, Vandelli dice di non avere avuto alcun incontro con il principale socio della banca, il gruppo Unipol, sul tema delle aggregazioni.

Andrea Mandalà, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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