October 24, 2019 / 12:20 PM / a month ago

PUNTO 1-Mediobanca, Nagel pronto a confronto con Delfin, ma modello business funziona

(Aggiunge dettagli da press briefing)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 24 ottobre (Reuters) - Il Ceo di Mediobanca Alberto Nagel difende il modello di business del gruppo a fronte delle critiche rivolte nelle ultime settimane da Leonardo Del Vecchio ma si dice pronto a discutere con l’imprenditore su eventuali proposte.

Dopo aver acquistato a sorpresa il 7% circa di Mediobanca il mese scorso, Del Vecchio ha criticato in due distinte occasioni la strategia di Mediobanca affermando che deve focalizzarsi sull’investment banking e fare meno affidamento su consumer banking e sul contributo di Generali e deve crescere con M&A.

“La definizione delle strategie spetta al Cda. È nostra consuetudine confrontarci con tutti gli azionisti e lo faremo anche con Delfin per discutere eventuali proposte che valuteremo nel miglior interesse del gruppo”, ha detto Nagel nel corso di un briefing con la stampa.

“Restiamo concentrati sulla delivery del nostro piano e su quello che presenteremo al mercato il 12 novembre in una situazione di mercato non facile che non favorirà il lavoro delle banche”, ha aggiunto.

E sul tema M&A, “è una leva che abbiamo utilizzato sempre con interesse ma il bello del nostro assetto è che siamo in grado di consegnare risultati interessanti senza essere costretti a farlo”, ha detto Nagel. “L’M&A è bene farlo quando si ha l’opportunità e non l’obbligo”.

I risultati del primo trimestre confermano “la distintività e la sostenibilità del modello di business” basato su tre pilastri, consumer banking, wealth management e Cib.

L’utile netto, il migliore degli ultimi tre anni, si è attestato a 271 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il consensus compilato dalla banca indicava in media una stima di 250 milioni di euro.

I ricavi sono aumentati del 7% a 684 milioni, con il margine di interesse in crescita del 4,4% guidato da consumer banking e wealth management, mentre le attività di corporate and investment banking (Cib) sono rimaste stabili.

Stabili le commissioni a 154,9 milioni con il contributo della neo-acquisita Messier Maris et Associes (10,4 milioni) che compensa il rallentamento di Capital Market e Specialty Finance.

Generali, in cui Mediobanca è prima azionista con il 13%, contribuisce ai ricavi per 135,5 milioni contro i 98 milioni di un anno fa grazie alla posta one-off che ha spinto al rialzo i risultati del primo semestre della compagnia.

Resta solida la posizione patrimoniale: il Cet1 si è attestato al 14,2%, 8 punti base in più rispetto a fine giugno.

Nagel si è soffermato anche sul capitolo governance, finita anche quella, secondo fonti vicine alla situazione, nel mirino di Del Vecchio. Il fondatore di Luxottica punterebbe a modificare lo statuto per aprire la nomina dell’amministratore delegato anche ad esterni, mentre oggi è ristretta a dirigenti del gruppo con anzianità di almeno tre anni. Anche se in un’intervista a Business Insider aveva fatto un piccolo passo indietro: “Non servirebbe a molto”, ha dichiarato.

“La governance può essere sempre migliorata” ma ha una valutazione molto buona, ha detto Nagel.

Gianluca Semeraro

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