October 1, 2019 / 6:29 PM / 2 months ago

Inchiesta falsi report viadotti, faro su risk-management capogruppo Atlantia

MILANO, 1 ottobre (Reuters) - L’inchiesta condotta dalla procura di Genova sulla presunta falsificazione delle relazioni sulla sicurezza di alcuni viadotti autostradali si focalizza ora sulle modalità con cui la capogruppo Atlantia ha condotto i suoi controlli di gestione del rischio sulle sue controllate Aspi e Spea, titolari della gestione e della manutenzione della rete autostradale.

Lo ha riferito una fonte a diretta conoscenza del dossier, aggiungendo, insieme a un’altra fonte, che i viadotti al centro dell’inchiesta sono passati da sei a nove, mentre il numero degli indagati è salito da 10 a circa 20.

La fonte ha detto che gli uomini del Primo Gruppo della Guardia di Finanza di Genova la settimana scorsa si sono recati negli uffici della sede di Atlantia, a Roma.

Gli investigatori hanno sequestrato tutta la documentazione relativa all’area risk-management e in particolare alle linee guida del controllo di Atlantia, che non è indagata, sulle sue due partecipate per quel che riguarda la gestione del rischio e il flusso delle risposte delle due società alla capogruppo.

Contestualmente i finanzieri hanno interrogato come persone informate sui fatti i responsabili dell’area risk management della società.

Un portavoce di Atlantia ha confermato le acquisizioni di atti della Gdf di martedì scorso, senza aggiungere altro.

Oggi intanto, la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici milanesi di Spea nell’ambito delle indagini.

Le fonti hanno aggiunto che l’inchiesta bis, nata come costola dell’indagine sul crollo del Ponte Morandi che il 14 agosto 2018 ha provocato la morte di 43 persone, si è allargata ai presunti falsi report sulla sicurezza di un totale di nove viadotti autostradali.

Oltre a quelli sui ponti Pecetti e Paolillo, che il 13 settembre scorso hanno portato a tre arresti e sei misure interdittive a carico di dirigenti e tecnici Spea e Aspi, gli uomini della Gdf stanno indagando sui viadotti Gargassa (A26), Sei Luci (A7-A10), Bisagno (A12), Veilino (A12) in Liguria, Moro e Giustina (A14) in Abruzzo, Sarno (A30) in Campania.

L’inchiesta ha portato all’iscrizione sul registrio degli indagati di 20 persone, alcune delle quali contemporaneamente per più di un viadotto, con l’ipotesi di reato di falso.

Due settimane i primi arresti avevano suscitato sconcerto nella faniglia Benetton, primo azionista di Atlantia, e provocato le dimissioni dell’AD Giovanni Castellucci.

Il gruppo ha sempre respinto ogni addebito.

Aspi, dopo gli arresti del 13 settembre, ha diffuso una nota in cui spiegava di aver provveduto a sospendere i dipendenti raggiunti da provvedimenti cautelari.

“La Società - aggiungeva la nota - sulla scorta delle informazioni delle competenti direzioni di Tronco, ha infine chiarito che non esiste alcun problema riguardante la sicurezza dei viadotti indicati sulla stampa come oggetto di indagine, che sono stati verificati anche da società di ingegneria terze, oltre che dai competenti uffici ispettivi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

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