September 11, 2019 / 8:46 AM / 3 months ago

Ue comincia a ripensare regole su conti pubblici, incombe rallentamento economia

BRUXELLES, 11 settembre (Reuters) - L’Unione europea si sta preparando a una revisione delle proprie rigide regole sui conti pubblici, dal momento che l’economia del blocco continua a rallentare mentre lo stimolo monetario è prossimo al limite, secondo un documento e funzionari Ue.

La valutazione periodica è dettata dalle norme stabilite da Bruxelles, ma arriva in un momento in cui molti stanno mettendo in discussione la stessa logica della normativa, le regole fissate dal Patto di stabilità e crescita già riviste dal profondo e in tempi previ dopo la crisi del debito del 2010-2012.

“Mentre le regole originali avevano come unico obiettivo quello di garantire finanze pubbliche solide e sostenibili, si sta dando crescente attenzione al ruolo della politica dei conti pubblici nella stabilizzazione economica”, si legge in un documento preparato dalla presidenza finlandese dell’Ue.

Intanto ieri Ursula von der Leyen, presidente designato della Commissione, ha assegnato il portafoglio economico del nuovo esecutivo all’ex primo ministro Paolo Gentiloni, esponente del Pd, con una mossa che alcuni osservatori giudicano un passo in direzione di un ammorbidimento della disciplina fiscale.

Il documento finlandese, datato 9 settembre e visto da Reuters, indirizzerà il dibattito che si terrà sabato ad Helsinki tra i ministri delle Finanze Ue sulla riforma delle norme sui conti pubblici, secondo l’ordine del giorno della riunione.

La Finlandia, che tradizionalmente ha sostenuto una rigida interpretazione del patto di stabilità, scrive nel documento che il ruolo della politica di bilancio a sostegno dell’economia è considerato sempre più cruciale, anche perché si ritiene che la politica monetaria abbia ormai poco margine di intervento.

Anni di tassi Bce negativi e misure di stimolo monetario hanno evitato il rischio immediato della sopravvivenza stessa della zona euro, senza però riuscire a dare sufficiente slancio a inflazione e crescita.

In base alle ultime disposizioni esistenti, la Commissione è chiamata a una rivalutazione delle regole sui conti pubblici entro fine anno. Nella prima revisione del 2014 si è astenuta dal raccomandarne una profonda ridefinizione, ma a quel tempo le regole non erano state adeguatamente collaudate.

Il risultato potrebbe essere oggi diverso poiché la Germania, la “locomotiva d’Europa”, è sull’orlo della recessione e le autorità tedesche stanno chiaramente spingendo per far circolare più denaro nell’economia di modo da contrastare un rallentamento significativo.

MOSSA COMPENSATIVA

Reuters ha scritto l’altroieri che Berlino sta valutando la possibilità di creare agenzie pubbliche indipendenti che possano emettere nuovo debito per investire nell’economia, ora in fase stagnante, senza contravvenire alle rigide norme di spesa nazionali.

Ieri Giuseppe Conte ribadiva che Roma proporrà una riforma delle regole sui conti pubblici per promuovere la crescita.

L’anno scorso lo European Fiscal Board, organo Ue che fornisce consulenza sulle regole di bilancio, ha definito troppo complesse le regole che impongono ai paesi della zona euro di mantenere il deficit al di sotto del 3% del Pil per portare gradualmente il debito al di sotto del 60%.

Ha quindi proposto che i paesi che mantengono la spesa primaria al di sotto di un massimale stabilito per un periodo di oltre tre anni — e saranno quindi in grado di ridurre il debito — siano considerati in linea con le norme Ue anche se in eccesso di deficit.

I funzionari della Commissione confermano la tempistica della revisione, senza però far trapelare nulla sui possibili risultati, dal momento che il nuovo esecutivo attende ancora il vaglio del parlamento prima di iniziare il proprio mandato a novembre.

Il documento finlandese evidenzia inoltre che i paesi dell’Unione restano restano divisi sul giudizio delle norme vigenti.

Le nomine dei principali commissari reponsabili per i dossier economici hanno confermato ieri come la situazione politica resti in fase ampiamente interlocutoria.

L’incarico a Gentiloni ha colto di sorpresa coloro per natura più propensi a una più rigida disciplina di bilancio, anche perché il contrasto sull’interpretazione delle norme ha dominato i cionque anni del mandato della Commissione uscente.

“Che un italiano sia incaricato della sorveglianza sui conti pubblici del proprio paese con i conti tanto in disordine non è proprio l’ideale”, commenta il tedesco Markus Ferber, eurodeputato di centrodestra tedesco che siede nel comitato economico del parlamento.

Per equilibrare la situazione con un buon compromesso, però, la von der Leyen ha confermato alla guida della politica economica — con il ruolo di vicepresidente esecutivo — l’ex primo ministro lettone Valdis Dombrovskis, dalla reputazione di strenuo difensore della disciplina sui conti pubblici.

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