August 16, 2018 / 8:53 AM / 4 months ago

SCHEDA-Autostrade, revoca concessione iter lungo e costoso per lo Stato

ROMA, 16 agosto (Reuters) - L’annunciata decisione del governo di procedere alla revoca della concessione ad Autostrade della rete autostradale italiana prevede un iter lungo e complesso che alla fine costerebbe allo Stato diversi miliardi di euro, secondo quanto prevede la convenzione con la società controllata da Atlantia disponibile sul sito del ministero delle Infrastrutture.

L’articolo 9 del documento spiega la procedura di decadenza che il concedente, oggi il ministero che dal 2011 ha rilevato l’Anas in questo ruolo, deve seguire.

Innanzitutto la dichiarazione di decadenza presuppone una contestazione formale di specifica inadempienza (art 8) che finora non risulta esserci stata, per la quale il ministero lascia alla concessionaria “un congruo termine” per comunicare le proprie giustificazioni che, se non accettate, mandano avanti la procedura. Il codice civile prevede almeno 15 giorni.

Se il ministero contesta a quel punto l’inadempimento scatta la legge sulla trasparenza amministrativa, la legge 241, con cui la concessionaria viene diffidata ad adempiere “entro un congruo termine comunque non inferiore a 90 giorni” e può formulare le proprie controdeduzioni.

Il processo di controdeduzioni che ne deriva prevede che alla Concessionaria vengano dati altri 60 giorni per adempiere una volta che il ministero avesse rigettato le controdeduzioni.

Qualora si arrivi al provvedimento di decadenza, e sono passati almeno più di quattro mesi, il ministero emana un provvedimento amministrativo contro il quale la società può opporre ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato, ragionevolmente chiedendone la sospensione dell’efficacia.

Alla fine di questo iter, se si arriva alla decadenza, sempre l’articolo 9 della convenzione, è preveìisto che il concedente, cioè il ministero subentri “in tutti i rapporti attivi e passivi, di cui è titolare il Concessionario... Il trasferimento è subordinato al pagamento da parte del Concedente al Concessionario decaduto di un importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile alla data del provvedimento di decadenza sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi costi, oneri, investimenti ed imposte prevedibili nel medesimo periodo, scontati ad un tasso di rendimento di mercato...”.

In pratica il ministero per subentrare dovrebbe pagare ad Autostrade una cifra che fonti di settore stimano tra 15 e 20 miliardi.

La concessione scade nel 2038 ed è prevista una proroga di 4 anni, autorizzata da una legge europea ma non ancora attuata in Italia, per consentire di fare altre opere, come la Gronda di Genova, con incrementi tariffari calmierati.

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