August 2, 2018 / 11:26 AM / in 4 months

Poste, cala solvency ratio, società dice no impatto su dividendi, giù titolo

ROMA, 2 agosto (Reuters) - Poste Italiane ha subito un marcato calo del ratio di solvibilità della controllata Poste Vita a causa della volatilità dei Btp registrata nel secondo trimestre dell’anno, dopo il voto di marzo.

Il dato, comunicato con la semestrale, ha fatto calare il titolo in Borsa ma nel corso della conference call con gli analisti la società ha rassicurato dicendo che il livello attuale di solvency ratio di PosteVita è appropriato e non avrà impatti sulla politica di dividendi.

In Borsa il titolo è sceso pesantemente e alle 13,20 perde 4,6% a 7,5820 euro.

Il rapporto tra capitale proprio e il requisito patrimoniale di solvibilità è sceso a fine giugno al 185%, rispetto al 279% di fine 2017, ha spiegato durante una conference call con gli analisti Tiziano Ceccarani, capo del Planning & Control and Financial Reporting di Poste.

La differenza è attribuita almeno in parte alla volatilità dei Btp nel secondo trimestre, ha detto Ceccarani, caratterizzato dalle elezioni e dalle tortuose trattative che hanno portato a giugno alla nascita del governo giallo verde.

Nel corso della call, l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha detto che PosteVita fa parte di un gruppo che ha poco debito, e che non c’è un problema di capitale per la controllata. Ma anche chiarito che se il livello di accantonamenti non dovesse essere percepito come sufficiente elevato dagli investitori, la società interverrebbe per rassicurare il mercato.

A fine giugno era stato il presidente di Ivass Salvatore Rossi ad avvertire sull’impatto della volatilità del solvency ratio, citando proprio le turbolenze del secondo trimestre. “Terremo sotto controllo le ripercussioni sulla solvibilità delle singole compagnie”, aveva detto Rossi.

Per Poste il livello attuale di solvency ratio, che nelle slide viene definito “solido”, resta appropriato, dato che il margine di tolleranza del rischio è fissato a 130%. E Ceccarani ha ribadito, rispondendo alle domande ricorrenti degli analisti, che non c’è “alcun impatto previsto sulla politica di dividendi”.

A fine 2017 Poste aveva in pancia titoli di Stato per un valore di 134 miliardi. Se il rendimento dei Btp aumenta, il valore di quelli già sottoscritti diminuisce di fatto, ha spiegato Del Fante, assicurando però che Poste ha già iniziato a investire in titoli con tassi più alti del previsto, controbilanciando il calo del solvency ratio.

(Massimiliano Di Giorgio)

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