August 1, 2018 / 2:25 PM / 5 months ago

PUNTO 1-Intesa batte attese con utili trim2 ma delude mercato per ricavi core

(Aggiunge dichiarazioni da conference call, andamento titolo)

MILANO, 1 agosto (Reuters) - Intesa Sanpaolo batte le attese con gli utili del secondo trimestre e conferma la guidance per il 2018 ma delude con i ricavi core e scivola in borsa.

Il secondo trimestre si è chiuso con un utile netto di 927 milioni, contro gli 837 milioni di un anno prima e sopra le attese di 866 milioni raccolte da Reuters.

L’utile del semestre è pari a 2,179 miliardi e sale a 2,6 miliardi con la plusvalenza netta derivante dalla partnership con Intrum Justitia da contabilizzare entro l’anno, dice una nota.

Intesa conferma quindi i target del piano al 2021 e l’attesa di un utile superiore ai 3,8 miliardi normalizzati del 2017. Inoltre la banca conferma la politica di dividendi con la distribuzione di una cedola cash secondo un payout dell’85%.

“Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo semestre di quest’anno: la nostra banca si conferma come una delle più solide e profittevoli in Europa e allo stesso tempo è capace di dare vita al più grande progetto di inclusione economica e di lotta alla povertà nel Paese”, ha detto il Ceo Carlo Messina.

Il Cet1 proforma a regime al 30 giugno sale a 13,6% tenendo conto dei dividendi maturati. Era a 13,4% a fine marzo.

I proventi operativi netti del secondo trimestre scendono del 4,3% rispetto al primo trimestre a 4,6 miliardi.

Gli interessi netti, 1,839 miliardi, calano dello 0,9% rispetto al primo trimestre 2018 e del 2,7% rispetto al secondo trimestre 2017, “ma rispettivamente in aumento dello 0,3% e in flessione dell’1,6% se si esclude l’effetto del venir meno nel secondo trimestre 2018 della contabilizzazione del rientro del ‘time value’ sui crediti in sofferenza oggetto di cessione a Intrum”.

Le commissioni nette sono pari a 1,991 miliardi, in diminuzione dell’1,1% rispetto ai 2,013 miliardi del primo trimestre.

I costi operativi del trimestre, 2,3 miliardi, sono in linea al primo.

I crediti deteriorati lordi al 30 giugno sono in calo di 24,2% da fine 2017 considerando la cessione di sofferenze a Intrum, l’incidenza sui crediti complessivi è pari a 9,3% al lordo delle rettifiche.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono in calo del 17,9% rispetto al primo semestre 2017 e il costo del rischio annualizzato scende a 59 centesimi di punto da 81 nel 2017.

I crediti deteriorati sono coperti al 53,4% (sofferenze 67,1%).

Il titolo alle 16,15 cede il 3,45% a 2,543 euro con volumi già superiori alla media mensile dell’ultimo mese e sottoperforma rispetto all’indice dei bancari italiani che cede 1,83%.

“Sia il margine di interesse sia le commissioni sono in calo dell’1% trimestre su trimestre”, fanno notare gli analisti di Jefferies che sottolineano anche gli accantonamenti su crediti più alti delle attese e un Npe ratio peggiore delle aspettative anche se in miglioramento. Un analista non citabile si aspetta che nella seconda parte dell’anno ci sia un rimbalzo delle commissioni ma non degli interessi netti.

Non si scompone invece Messina di fronte alla reazione del mercato: “Questo è il mercato! Noi guardiamo il medio termine. La reazione è in gran parte dovuta al rialzo inatteso di ieri”, ha spiegato in conference call.

Paola Arosio, Gianluca Semeraro

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