Senato, ok emendamento "blocca-processi".Opposizione lascia aula
ROMA (Reuters) - Il Senato ha approvato oggi l'emendamento "blocca-processi" -- subito ribattezzato dall'opposizione "salva-premier" -- al decreto legge sulla sicurezza, senza i voti dei senatori del Pd e Italia dei valori che hanno abbandonato l'aula per protesta.
L'emendamento, il 2.0.800, sospende i processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 che prevedano pene detentive inferiori ai 10 anni e si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado.
Tra questi figura anche il processo stralcio sui presunti fondi neri di Mediaset nel quale Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria con l'avvocato britannico David Mills.
Alla votazione sulla proposta di sospensione dei processi penali non hanno partecipato i gruppi del Pd e dell'Italia dei valori, che hanno lasciato l'aula denunciando "l'interesse giudiziario personale del premier". L'emendamento è passato con 160 voti favorevoli e 11 contrari.
"Il presidente Berlusconi con questa norma e poi con la misura sull'immunità per le alte cariche dello Stato sfuggirà a una sentenza, peraltro di primo grado, ma perderà una grande occasione per dare non solo serietà e corpo alle affermazioni che ha fatto autorevolmente in quest'Aula e in quella della Camera, ma anche per segnare davvero in questa legislatura l'uscita dalla transizione italiana e l'inizio di una nuova era del bipolarismo in Italia", ha detto la senatrice Anna Finocchiaro prima di uscire dall'aula.
"Torneremo a vedere un film già visto, coronato ancora una volta dall'intervento della Corte costituzionale. Non è questa la politica che mi sarebbe piaciuto vedere", ha aggiunto.
Un secondo emendamento approvato oggi, il 2.0.801, stabilisce nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi, una serie di precedenze assolute a procedimenti relativi a reati puniti con la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore ai 10 anni, ai reati di criminalità organizzata, di terrorismo e che riguardano la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
L'opposizione sostiene che le norme volute dal governo produrranno "enormi aggravi di lavoro e di spese per le cancellerie dei tribunali" e violino "il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale". Per la maggioranza il decreto "produrrà un reale avanzamento nella lotta alla criminalità e all'immigrazione clandestina, nonché un'accelerazione nello svolgimento dei processi che provocano maggiore allarme sociale".
Tra gli altri emendamenti approvati oggi anche quello proposto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa che prevede la possibilità di impiegare fino a 3000 militari nelle città per affrontare situazioni di emergenza.
Le dichiarazioni di voto e il voto finale si svolgeranno a partire dalle 11 di martedì 24 giugno.
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