19 aprile 2013 / 06:50 / 5 anni fa

Quirinale, Prodi candidato Pd dalla quarta votazione

ROMA (Reuters) - I grandi elettori del Partito democratico hanno deciso all‘unanimità di sostenere per il Quirinale l‘ex presidente della Commissione europea Romano Prodi.

L'ex premier e presidente della Commissione europea Romano Prodi. REUTERS/Giampiero Sposito

Il nome dell‘ex premier di centrosinistra sarà votato alla quarta votazione appena iniziata a Montecitorio, che richiede la maggioranza assoluta dell‘assemblea di 1.007 grandi elettori, ossia 504 voti.

La candidatura del politico che per due volte ha sconfitto Silvio Berlusconi alle elezioni interrompe il tentativo di dialogo tra il centrosinistra e il centrodestra, che insieme con il Movimento 5 stelle costituiscono i tre blocchi di minoranza nel quale è diviso il nuovo Parlamento e i cui veti incrociati stanno paralizzando la formazione del nuovo governo.

Il Pd, insieme con Sinistra ecologia e libertà, conta su circa 495 voti ma i franchi tiratori sono una prassi delle elezioni a scrutinio segreto per il Capo dello Stato e il loro numero è ciò su cui si concentra l‘attenzione generale.

“I grandi elettori del Pd hanno deciso all‘unanimità per Prodi e speriamo che ce la faccia perchè così si gira pagina ma come numeri siamo sul filo”, ha detto Lapo Pistelli, responsabile per le relazioni internazionali del Pd.

Marina Sereni, vice presidente della Camera del Pd, assicura che se Prodi non riuscisse a passare nella votazione in corso, il Pd lo riproporrebbe domani.

“Torneremmo su di lui domani. E’ fisiologico che nella prima votazione si possa non raggiungere il quorum. Questa è una candidatura che abbiamo offerto a tutto il Parlamento. Speriamo che anche Mario Monti, i 5 Stelle e anche il Pdl possa farla propria”.

Sel, che nei primi due scrutinii inconcludenti di ieri, aveva votato per il candidato dei grillini Stefano Rodotà, ha deciso di tornare sui suoi passi ricompattando la coalizione che è arrivata prima alle elezioni di febbraio senza però ottenere la maggioranza in entrambe le Camere.

Ma Monti, che della Commissione Ue guidata da Prodi è stato commissario europeo per la Concorrenza, ha proposto ieri sera e confermato questa mattina di votare l‘attuale ministro dell‘Interno Anna Maria Cancellieri alla quarta votazione. E alla quinta? “Si vedrà”, ha risposto Monti.

“Siamo contrari non alla persona ma al metodo. Non è una scelta condivisa”, ha osservato il montiano Mario Mauro.

I circa 70 grandi elettori di Scelta Civica, tuttavia, appaiono divisi e i vertici del Pd si aspettano che una parte di loro voti Prodi.

Per verificare la compattezza dei montiani, Pdl e Lega, che in mattinata venivano considerati pronti a convergere sulla responsabile del Viminale, hanno deciso di non partecipare alla quarta votazione.

“Vogliamo vedere se votano tutti la Cancellieri”, ha detto una fonte vicina a Berlusconi.

RODOTA’ LASCIA LIBERO M5S. GRILLO: NON VOTIAMO PRODI

La mossa del centrodestra è anche il primo segnale dell‘aspro scontro che si profila nelle istituzioni con la discesa in campo di Prodi.

“Non riconosciamo democraticità e limpidità a questo voto e al comportamento del Partito democratico”, ha detto Berlusconi dopo aver incontrato a pranzo i suoi.

“Non esistono evidentemente i presupposti anche per quanto riguarda la prospettiva di governo”, aveva detto a caldo in mattinata il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

Il Pd si aspetta che anche dal fronte grillino possano arrivare i voti necessari per raggiungere il quorum.

Prodi è infatti ottavo nella lista dei dieci candidati tra i quali i 5 Stelle hanno selezionato il loro candidato al Quirinale.

Dopo la rinuncia di Beppe Grillo, di Milena Gabanelli e di Gino Strada, il M5s è andato su Rodotà.

Sebbene l‘ex Garante per la privacy abbia fatto sapere con una nota che “non intende creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni”, Grillo ha smentito che si tratti di un endorsement per Prodi.

“Nessuno del movimento si è mai sognato né mai si sognerà neanche in futuro di votare Prodi. Voteremo Rodotà, vada come vada”, ha detto il comico genovese durante un comizio.

La decisione dei grandi elettori del Pd di votare Prodi, presa su proposta del segretario Pier Luigi Bersani, è arrivata dopo il naufragio ieri della candidatura di Franco Marini, che era stata condivisa con Berlusconi e Monti.

Il flop della candidatura dell‘ex segretario della Cisl dimostra che “la condivisione e la connessione emotiva sono inconciliabili” per gli elettori del centrosinistra, ha commentato Pistelli.

(Giselda Vagnoni, Paolo Biondi)

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