28 febbraio 2013 / 17:09 / tra 5 anni

L'esercito del comico Grillo in Parlamento per fare sul serio

Sostenitori del Movimento 5 stelle. Roma, 25 febbraio 2013. REUTERS/Yara Nardi

di Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Sono i veri vincitori delle elezioni, 162 sconosciuti tra i 25 e i 46 anni del Movimento 5 stelle che a breve occuperanno, per la prima volta, gli scranni del Parlamento come maggiore forza alla Camera e ago della bilancia in Senato.

Sono studenti, disoccupati, casalinghe, insegnanti, avvocati e impiegati. Gente normale selezionata su internet tra gli iscritti al movimento, che non intende farsi chiamare ‘onorevole’ e che cambierà i capigruppo di Camera e Senato ogni tre mesi; seguaci del comico Beppe Grillo ma seriamente determinati a portare pulizia nei Palazzi romani superando gli steccati di destra e sinistra.

Da molti accusati di essere oscurati dal frastuono del leader istrione - temuto dai mercati e considerato un demagogo populista dai suoi detrattori - dovranno ora dimostrare se la buona volontà e la giovane età basteranno a incidere su un Paese indebitato e senza crescita, nel mirino dell‘Europa e degli speculatori. Ma prima serve che si formi un governo e i 54 seggi in Senato dei ‘grillini’ sembrano decisivi.

“Non ci sono più le ideologie. Le idee non sono né di destra né di sinistra, sono buone o cattive. Noi daremo appoggio massimo alle idee che condividiamo”, spiega Sebastiano Barbanti, statistico di 36 anni, eletto alla Camera in Calabria, che vorrebbe da subito il reddito di cittadinanza da affiancare ad agenzie dell‘impiego che aiutino concretamente a trovare un lavoro: “Se tu rifiuti per tre volte non hai più diritto a nulla”.

Sul lavoro e la scuola pubblica punta anche Paola De Pin, 46 anni, titolare di una cartolibreria eletta al Senato in Veneto.

“Vogliamo portare trasparenza e aria di rinnovamento, è quello che ci chiede la gente. E soprattutto lavoro perché in Veneto la crisi si sente tanto”.

“Le aspettative sono tante. C‘è tanta voglia di cambiare ma sono cosciente che dobbiamo studiare molto. La prima cosa da fare è pulizia. C‘è l‘esigenza di conoscerci e di fare squadra”, dice Riccardo Nuti, perito informatico neo deputato in Sicilia di 31 anni.

I sondaggi li quotavano intorno al 20% - e già sarebbe stato un risultato clamoroso per un movimento nato nel 2009 - ma dopo aver incassato un quarto delle preferenze dei cittadini italiani gli eletti a 5 stelle hanno in mano il pallino di quello che potrebbe essere il Parlamento più breve della storia della Repubblica.

La missione è impegnativa per un piccolo esercito di neofiti: decidere se stare all‘opposizione e valutare di volta in volta quali provvedimenti appoggiare, come in Sicilia, oppure sostenere il governo che a fatica si tenterà di formare, dopo l‘esito elettorale che ha visto Pier Luigi Bersani arrivare primo senza vincere.

Riusciranno ad attenersi alla disciplina parlamentare e a restare uniti in un‘arena che userà ogni mezzo per dividerli e screditare il loro mentore?

IL MODELLO SICILIANO

“Se si tratta di una fiducia cieca ad un governo di centrosinistra, non credo che Grillo la possa concedere”, ha detto oggi Rosario Crocetta, governatore della Sicilia del Pd.

“Ma se il voto di fiducia al Senato dovesse passare per un accordo sul nuovo presidente della Repubblica e su questioni importanti come la difesa dell‘ambiente, l‘abbattimento dei costi della casta e degli sprechi, una politica a favore delle aree di emarginazione sociale, dei giovani e dei disoccupati, non vedo perché Grillo dovrebbe dire di no”.

“Il modello siciliano è per noi quello di riferimento. Quello che non hanno capito i partiti tradizionali, e per questo hanno perso, è che è cambiato il modo di fare politica”, spiega Barbanti dopo che ieri la chiusura di Grillo e Bersani, definito “morto che cammina”, ha scatenato il dibattito sulla rete con molti simpatizzanti del movimento contrari alla linea del leader. [ID:nL6N0BRFAK]

Più drastica Laura Castelli, neo deputata piemontese di 26 anni per la quale “non ci sarà nessuna alleanza con nessuno, decideremo volta per volta. Non possono pensare che con 2-3 punti come la legge elettorale e il conflitto di interessi, sui quali ovviamente siamo d‘accordo, ci possano comprare un governo”.

Castelli ha già deciso anche in quale commissione vorrebbe lavorare. “Vorrei essere assegnata all Bilancio perché posso avere una panoramica più ampia sulle risorse dello Stato. E poi il mio sogno è lavorare nella commissione speciale antimafia”.

“Ho un particolare interesse per l‘accesso agli atti e sto chiedendo ai cittadini quali vorrebbero che fossero resi pubblici prima tra quelli nascosti in Parlamento”.

Esperta di fisco 26enne, Laura è tra i più giovani eletti in un Parlamento dove per la prima volta l‘età media è di 48 anni, più bassa rispetto a quella dei paesi Ue e degli Stati Uniti.

La media del Movimento 5 Stelle è di 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato) e tra gli eletti ci sono 5 25enni, età minima per essere eletti a Montecitorio.

Altra novità positiva di un Parlamento traballante è la presenza femminile salita al 31% dal 20% della legislatura appena terminata, con una punta del 38% nel M5S.

Dei quattro intervistati da Reuters, due dicono di avere un passato da simpatizzanti, ma non da attivisti - ci tengono a precisare - nel centrosinistra, altri due non hanno mai votato. “Non mi riconoscevo mai in nulla di pulito”, dice Barbanti.

Forse a rassicurare chi teme derive anti europeiste dei grillini può servire l‘unanime ammissione del fatto che il referendum per l‘abolizione dell‘euro, contenuto al punto 8 del programma non è una priorità.

“Il referendum può aspettare, prima bisogna capire e studiare. Gli italiani devono informarsi e capire cosa è stata per noi l‘Europa”, spiega De Pin.

Tutti e quattro negano il rischio di farsi ‘corrompere’ dagli agi della politica, rifiutando ogni associazione con la Lega Nord, partita come movimento di protesta e coinvolta di recente negli scandali e nelle ruberie.

“Con 2.500 euro al mese, perché il resto non lo vogliamo, e il lavoro a capo chino, non c‘è problema”, dice Castelli.

- hanno contribuito Gavin Jones e Roberto Landucci Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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