Mose, arrestati vertici Gruppo Mantovani per fatture false per 10 mln

giovedì 28 febbraio 2013 11:17
 

MILANO (Reuters) - La Guardia di finanza ha arrestato oggi il presidente del cda della Mantovani e altri tre dirigenti di società impegnate nella costruzione del Mose, il sistema che dovrebbe difendere Venezia dall'acqua alta, nell'ambito di un'inchiesta della procura veneziana su false fatture per oltre 10 milioni di euro.

E' quanto dicono le Fiamme gialle in una nota precisando che gli arrestati sono - oltre a Piergiorgio Baita, presidente del cda di Mantovani e vice presidente di Adria Infrastrutture - Claudia Minutillo, AD di Adria Infrastrutture, Nicolò Buson, responsabile amministrativo della Mantovani, e William Colombelli, presidente della società di San Marino Bmc Broker, che secondo gli inquirenti ha emesso fatture false per oltre 10 milioni nei confronti delle società del Gruppo Mantovani.

Per loro l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'evasione delle imposte mediante emissione e utilizzo di fatture false.

Mantovani figura anche tra gli aggiudicatari dei lavori per la piastra (le infrastrutture di base) di Expo 2015.

I finanzieri inoltre stanno effettuando perquisizioni nei confronti di società del gruppo e di altri indagati, oltre al sequestro preventivo nei confronti degli arrestati di conti correnti, immobili e imbarcazioni per un valore di quasi 8 milioni di euro.

"Le fatture false venivano pagate tramite bonifico bancario su conti bancari sammarinesi e, a stretto giro, gli importi venivano prelevati in contanti per la quasi totalità (escluso il corrispettivo che veniva trattenuto a titolo di 'commissione') da Colombelli o da suoi incaricati e quindi riconsegnati a Baita e a Minutillo in Italia e all'estero", spiega la Gdf nella nota.

Colombelli, che dichiarava un reddito annuo di circa 12.000 euro, possedeva, secondo gli accertamaneti degli inquirenti, due barche, molte auto e moto di lusso, appartamenti sul lago di Como, a Madesimo e a San Marino, oltre a una collezione di numerosissime armi.

Le indagini proseguono ora per verificare quale utilizzo abbiano avuto le somme illecitamente rientrate in Italia da San Marino.

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