Voto, D'Alema: guida Camere a Pdl e M5S per legislatura costituente

giovedì 28 febbraio 2013 09:46
 

ROMA (Reuters) - Presidenza delle Camere a Pdl e M5s con un governo presieduto da Pier Luigi Bersani che si confronti "in Parlamento alla luce del sole" per fare le riforme necessarie al paese in una "legislatura costituente".

E' quanto rilancia oggi Massimo D'Alema, ex premier, ex ministro degli Esteri del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera, in cui respinge l'idea, nonostante la situazione di ingovernabilità consegnata dalle urne, di tornare subito al voto: "nuove elezioni sarebbero un drammatico choc".

Alle elezioni di domenica e lunedì il centrosinistra, prima coalizione per numero di voti, ha ottenuto il premio di maggioranza alla Camera ma non al Senato, perché per Palazzo Madama la legge elettorale prevede premi a livello regionale e non nazionale.

"C'è qualcosa che non può esser fatto nel modo più assoluto e cioè offrire al Paese l'immagine di partiti che cominciano le trattative per un qualche governissimo. È tale il fastidio verso la politica e i suoi riti che una cosa del genere non potrebbe mai funzionare", chiarisce D'Alema dopo che ieri sui giornali qualcuno lo aveva additato fra i fautori di un governo di unità nazionale.

"Quando parlo di assunzione di responsabilità mi riferisco alla possibilità che ciascuno, mantenendo la propria autonomia, possa confrontarsi in Parlamento alla luce del sole. Il primo problema è il funzionamento delle istituzioni e ritengo che le forze politiche maggiori debbano essere tutte coinvolte. E che quindi al centrodestra e al Movimento 5 Stelle vadano le presidenze delle due assemblee parlamentari", spiega l'ex premier.

Il modello siciliano - in cui si cerca di volta in volta la convergenza su ogni singolo provvedimento - adombrato da Grillo, secondo D'Alema, "può essere una buona idea", ma si scontrerebbe da subito con il problema della fiducia. "Quindi, il confronto caso per caso finirebbe prima di cominciare".

"Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, senza ammucchiate e senza pasticci. Non dico che bisogna eliminare in modo artificioso le differenze che restano profonde, ma per una volta si può tentare di farne un elemento di ricchezza e di confronto e non necessariamente di scontro pregiudiziale, che rischierebbe di paralizzare le istituzioni e produrrebbe un danno difficilmente rimediabile al Paese", continua l'ex responsabile della Farnesina.

Quel che ne potrebbe nascere, dice ancora D'Alema, è "una legislatura costituente", che dimezzi il numero dei parlamentari, riduca quello degli eletti, riformi radicalmente la struttura amministrativa del Paese, metta mano ai costi della politica, combatta la corruzione e vari una legge sul conflitto di interessi.

Quanto alla riforma della legge elettorale, D'Alema torna a proporre il doppio turno alla francese. In una situazione frammentata come quella italiana sarebbe "l'unica soluzione". Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
L'ex premier del Pd Massimo D'Alema . REUTERS/Max Rossi