February 27, 2013 / 6:24 PM / 4 years ago

Voto, Dario Fo: M5s può lavorare fuori da governo, al Quirinale Petrini

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Il premio Nobel per la letturatura Dario Fo.Alessandro Bianchi

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - Il Movimento 5 Stelle non ha bisogno di entrare nel governo per portare avanti le proprie idee e cercare di cambiare il Paese.

Parola del premio Nobel Dario Fo, amico e sostenitore di Beppe Grillo, che anche oggi ha ribadito l'indisponibilità dei propri parlamentari a votare la fiducia al Pd o ad altri partiti, dopo l'exploit ottenuto alle urne che lo rende di fatto l'ago della bilancia per il futuro esecutivo.

"Non c'è bisogno di entrare nel governo, ma è invece necessario cambiare il rapporto del potere con i cittadini", spiega Fo in un'intervista telefonica a Reuters, in cui candida al Quirinale il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini.

Il M5s "non vuole fare delle combine", ma chiedere ai gruppi politici come il Pd di guardare "nel ripostiglio della loro memoria e rispolverare i vecchi programmi".

"Come per esempio il conflitto di interessi, che è qualcosa di determinante nella storia d'Italia negli ultimi 20 anni", ricorda Fo. "Se si fosse rispettato, (Silvio) Berlusconi non sarebbe mai arrivato al potere e non avrebbe potuto arrivare ad essere accettato come politico".

"Ma questa legge non è stata neanche proposta, perché il Pd aveva interessi equanimi a quelli di Berlusconi", spiega il Nobel per la letteratura, che a Milano è salito sul palco con Grillo durante uno degli ultimi comizi della campagna elettorale dell'M5S.

"E questo vale per tutte le battaglie che non si sono fatte, come quella sulle armi, sugli aerei - che sono pure dei bidoni - che portano distruzione e massacro e che per la Costituzione italiana non potremmo avere", dice riferendosi all'acquisto dei costosissimi jet da guerra F35 al centro di polemiche politiche.

"Si tratta di temi che sono stati a cuore alla sinistra. Ora Grillo dice: vi interessa davvero mettere in campo i vostri statuti? Mettiamo tutto sul tavolo e cominciamo".

Per farlo si può seguire l'esempio della Regione Sicilia, dove il Movimento 5 stelle è il primo partito e lavora in collaborazione col governatore del centrosinistra Rosario Crocetta.

"Si dice al governo: ci mettiamo d'accordo insieme su fatti ben chiari da risolvere, che siano non dei trucchi a vantaggio dei singoli ma soluzioni a favore della comunità", spiega il creatore del Gramelot.

E quelli che hanno criticato Fo, da sempre uomo di sinistra, quando si è schierato a favore di Grillo? "Dopo due giorni mi hanno detto che avevo fatto bene. La gente cade nelle trappole, crede a quello che raccontano certi media, che l'hanno massacrato. Solo adesso con la vittoria iniziano ad informarsi", spiega ancora il Nobel, autore con Grillo e Gianroberto Casaleggio, uno degli ideologi del movimento, del libro "Il grillo canta sempre al tramonto", che ora sta andando a ruba.

Fo non si stupisce nemmeno che tanti vecchi elettori del centrodestra questa volta abbiano scelto il Movimento 5 Stelle. "La gente ha bisogno di illusioni, ma quando si accorge che non si arriva mai ad una possibile verità si arrabbia".

E così inizia il vento del cambiamento, che ancora però non ha raggiunto la Lombardia, dove a vincere la corsa al Pirellone è stato il leghista Roberto Maroni.

"Ci sono situazioni antiche che resistono, anche se la Lega ha registrato una debacle di voti", spiega Fo. Eppure, malgrado gli scandali che hanno travolto nell'ultimo anno anche la Lega, "resta una memoria nostalgica, perché col cambiamento sembra di distruggere noi stessi".

Fo, dopo aver declinato causa età la sua candidatura al Quirinale lanciata ieri proprio da Grillo, propone per il Colle Petrini di Slow Food.

"E' un personaggio grandissimo, è attivo su molti fronti. Saprebbe fare bene".

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