26 febbraio 2013 / 17:29 / 5 anni fa

Il day after dei grillini: porteremo la primavera in Parlamento

di Francesca Piscioneri e Antonella Cinelli

ROMA (Reuters) - Mentre ai piani alti della politica i partiti, Pd in testa, si arrovellano per capire che lingua parlare con Beppe Grillo nel tentativo di convincerlo a sostenere il governo che a fatica deve nascere, coloro che hanno reso possibile il successo del movimento lanciato tre anni fa dal comico genovese, i ‘grillini’, sorridono - gli unici per strada stamani - e si godono una vittoria schiacciante.

Per nulla pentita Marina Faravelli, 41enne ligure, nonostante la delicata situazione politica uscita dalle urne, con la virata dei mercati in negativo di fronte al rischio di ingovernabilità: “Non ho idea di quello che succederà, di che governo potrà venir fuori, però era importante che finalmente ci fosse una voce nuova nel Paese”.

Francesco Prezzabile, agente immobiliare 48enne, teme che il M5S “si scontrerà con la non governabilità” ma si augura che “ciò non comporti una nuova tornata elettorale a breve”.

“Sarebbe un inutile dispendio di risorse economiche per il nostro Paese, già in ginocchio”, aggiunge.

Il Movimento 5 Stelle è il primo partito alla Camera dei deputati con il 25,5% delle preferenze, oltre 8 milioni di voti, superando seppur di misura il Pd che si è fermato al 25,4%. Determinanti i 54 seggi conquistati in Senato senza i quali Pier Luigi Bersani non ha chance di avere la maggioranza, salvo larghe intese con il Pdl e Monti.

Secondo l‘istituto di sondaggi Swg, un terzo degli elettori del centrosinistra e un quarto di quelli del centrodestra ha votato a favore di Grillo.

Ancora da battaglia il commento via twitter di Grillo: “Faranno un governissimo pdmenoelle-pdelle. Noi siamo l‘ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace”.

In realtà a sentir parlare Carla Ruocco, deputata neo eletta in Lazio, il dialogo sulle idee è aperto: “Abbiamo un programma molto dettagliato che mette al centro dell‘attenzione il bene comune dei cittadini. Quindi noi interloquiremo con le persone, con i riferimenti istituzionali che prenderanno in considerazione il programma che portiamo avanti”.

Carla, 34 anni, due figli e una carriera come funzionario tributario presso l‘Agenzia delle Entrate, vuole partire dal taglio degli stipendi dei parlamentari, sul modello siciliano, e dai costi della politica. “Si può fare da subito e sono sicura che il Pd sarà d‘accordo con noi”, dice parlando con i giornalisti nella sala di un albergo romano trasformata in quartier generale dei grillini della capitale.

Preferisce invece non parlare Alessandro Di Battista, altro 34enne eletto in Lazio alla Camera. Ieri si è esposto troppo con i media, oggi lascia il posto agli altri.

ORA I FATTI, CAUTELA SU USCITA DELL‘EURO

Chi non lesina commenti sono gli elettori, vari per estrazione politica ed età, a testimoniare come il movimento abbia pescato un po’ dappertutto, seppure con una prevalenza tra i delusi di centro sinistra.

Tra i più entusiasti Mario Pinelli, pensionato ligure di 74 anni: “Abbiamo vinto!”, esulta. “La situazione è ingovernabile? Deve diventare governabile, altrimenti si torna alle elezioni e tutti i bacucchi del centrosinistra se ne vanno a casa!”.

Pinelli dice di aver votato Grillo “perché Renzi non ha vinto le primarie. Conosco una cinquantina di persone che hanno fatto la mia stessa scelta: fuori Renzi? E allora dentro Grillo!”.

Anche Carla C., imprenditrice 60enne, di Venezia, dice che “se ci fosse stato Renzi avrei votato a sinistra, ma Bersani sa di vecchio. Non mi pento, non ho paura e rivoterei Grillo anche domani”.

Ora, la palla passa alla pattuglia di circa 160 grillini entrati alla Camera e al Senato. Sono soprattutto i giovani, sui quali morde la crisi e la mancanza di una visione, ad avere alte aspettative.

“Gli eletti del Movimento di Grillo dovranno, per il bene del loro elettorato, confrontarsi concretamente per garantirci un futuro migliore”, dice Maria Greco, insegnante precaria di 33 anni.

“Io sono giovane e voglio essere rappresentato, Bersani non è proprio un pulcino...”, dice Gianlorenzo Goccia, studente 22enne di Roma.

Ma davvero il Movimento 5 Stelle vuole che l‘Italia esca dall‘euro? Su questo Carla Ruocco è cauta. “Sull‘euro bisogna coinvolgere i cittadini”, dice. Dunque proporrete un referendum? “E’ nel nostro programma [al punto 8] ma la cosa importante è ricontrattare le condizioni con l‘Europa”.

Di più non dice, approfittando delle numerose altre domande che le vengono rivolte.

“Quella del nostro ingresso in Parlamento sarà una bella giornata di primavera. Bisogna aprire le finestre e far prendere aria”, resta il messaggio preferito della neo deputata.

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