26 febbraio 2013 / 14:23 / 5 anni fa

Bersani propone governo "per cambiamento", chiede fiducia a M5s

di Massimiliano Di Giorgio

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parla in una conferenza stampa a Roma, 26 febbraio 2013. REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - Il candidato premier del centrosinistra Pier Luigi Bersani, rompendo il silenzio a oltre 24 ore dalla chiusura dei seggi, ha proposto di dare vita a un “governo per il cambiamento”, senza limiti di tempo, centrato sul lavoro e sulla moralità della politica, e ha chiesto in sostanza l‘appoggio del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, respingendo invece l‘idea di un “governissimo” col Pdl.

Bersani, che lascerà subito la guida del Pd se riuscirà a diventare presidente del Consiglio, ha intanto proposto chiaramente che la presidenza della Camera vada al M5S, risultata la lista più votata.

Il leader del partito che ha perso tre milioni e mezzo di voti dalle elezioni del 2008 - di cui circa un milione verso Grillo, secondo uno studio Swg - si è presentato sul palco dell‘Acquario di Roma, la sala stampa elettorale dove il partito pensava di festeggiare la vittoria elettorale, visibilmente stanco. La sua prima dichiarazione è stata l‘ammissione che il centrosinistra non ha vinto, perché non ha la maggioranza in Senato.

“E’ chiaro che chi non riesce a garantire la governabilità al suo Paese non può dire di aver vinto le elezioni”, ha detto con tono dimesso. “Non abbiamo vinto anche se siamo arrivati al primo posto, e questa è la ragione della nostra delusione”.

Bersani ha attribuito la situazione di stallo alla legge elettorale, in parte, ma soprattutto alla ”crisi più grave del dopoguerra“, a cui l‘Europa ha risposto con la ricetta dell‘austerità”, e “il rifiuto della politica così come si è presentata... moralmente non credibile”.

Il centrosinistra ha cercato di “corrispondere a queste novità introducendo dei cambiamenti”, ha spiegato il leader, ma non è stato sufficiente: “Devo riconoscere che il problema ha sopravanzato le nostre ricette”.

Ma dato che il centrosinistra è la prima coalizione per voti, “necessariamente tocca a noi” il compito di provare a governare, ha detto Bersani, con una proposta più innovativa rispetto alla campagna elettorale, quando si pensava che il centrosinistra avrebbe vinto da solo o al massimo con l‘apporto della lista Monti al Senato.

“Noi sentiamo come nostra prima responsabilità verso il Paese quella di essere portatori di una proposta efficace di cambiamento, come e più che in campagna elettorale”, ha detto il numero uno del Pd.

Per questo, ha chiarito Bersani, il centrosinistra non farà “diplomazia con questo o con quello” né “discorsi a tavolino su alleanze”, prima dell‘insediamento del nuovo Parlamento. E la sua proposta sarà quella di un esecutivo basato su alcuni “punti fondamentali di cambiamento”: “la riforma delle istituzioni e della politica, la moralità pubblica e privata, la difesa dei ceti più esposti alla crisi, l‘impegno per una nuova politica europea del lavoro”.

Con chi governerà dunque il centrosinistra?, chiedono i giornalisti: “Non lo so, credo che l‘Italia vada messa di fronte a dati di merito. Ciascuno si prenda le sue responsabilità”, ha risposto Bersani, che poi si è rivolto direttamente al movimento di Grillo: “Fin qui hanno detto ‘tutti a casa’, ora ci sono anche loro. O vanno casa o dicono che cosa vogliono fare per il Paese e per i loro figli”.

“CORRESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE DI MSS ALLA CAMERA”

E ancora, il leader democratico ha definito “apprezzabile” la volontà espressa oggi da Grillo di decidere cosa votare in Parlamento “tema per tema”, ma ha avvertito: “I governi funzionano tema per tema, ma anche con la fiducia. In base ai temi uno deve dare la fiducia, oppure no”.

Linea di confine, per la collaborazione, sia con il M5s ma anche con il Pdl, l‘europeismo: “Un‘Italia che si staccasse dall‘Europa andrebbe incontro al disastro”.

Ma Bersani ha allungato di nuovo la mano verso i “grillini” spiegando che il centrosinistra è “favorevole a una corresponsabilità sulle istituzioni”: e dunque, visto che il M5s è la prima lista alla Camera, ad esso dovrebbe andare la presidenza di Montecitorio.

Nel frattempo però, ha ripetuto, niente trattative prima che il capo dello Stato abbia fatto le sue valutazioni e il Parlamento nuovo si sia insediato: ”Ribaltiamo lo schema. Adesso si discute di cosa fare per questo Paese, che ha dei problemi serissimi. Non credo che tolleri ancora dei balletti politici. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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