25 febbraio 2013 / 16:38 / 5 anni fa

Voto, Pd sotto shock. Bersani: gestiremo responsabilità in interesse Paese

Voto, Fassina (Pd): nuove elezioni se proiezioni sono confermate. REUTERS/Yara Nardi

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Quella che sembrava una vittoria annunciata rischia di trasformarsi in cocente sconfitta per il centrosinistra, che alla Camera vince di misura - secondo dati non ancora definitivi - mentre al Senato non ottiene il controllo pur essendo avanti come numero di voti.

In questa situazione “delicatissima”, dice il leader Pierluigi Bersani, il centrosinistra gestirà nell‘interesse del Paese la responsabilità che gli deriva dalle urne.

“Il centrosinistra ha vinto alla Camera e per numero di voti anche al Senato”, dichiara Bersani in una nota a tarda sera, al termine di una giornata che gli ha riservato sorprese amare. “E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell‘interesse dell‘Italia”.

Un commento scritto di poche righe, quello del candidato premier del centrosinistra. Che, preso alla sprovvista dall‘esito del voto con il centrodestra di Silvio Berlusconi in ripresa e il boom del movimento di Beppe Grillo, aveva poco prima mandato il suo vice Enrico Letta a parlare dinnanzi ai circa 600 giornalisti assiepati nella sala stampa del Pd.

Il numero due di democratici ha escluso il ritorno immediato alle urne e ha annunciato che il partito, se fosse confermata la vittoria, pur risicata, alla Camera, sarebbe pronto a presentarsi al Capo dello Stato con le proposte per un nuovo governo.

PRIMA GLI ISTANT POLL, POI LA DELUSIONE

La virata è avvenuta a metà pomeriggio. Dopo gli instant poll che annunciavano la vittoria del centrosinistra, addirittura in grado di governare senza i centristi di Mario Monti - suscitando i primi commenti soddisfatti dei dirigenti Pd -, le successive proiezioni tv hanno mutato scenario, con un centrodestra improvvisamente in testa nelle regioni chiave per il controllo di Palazzo Madama.

A quel punto, mentre cominciavano ad arrivare i primi dati dal Viminale, gli esponenti Pd hanno lasciato la sala, mentre il responsabile dell‘Economia Stefano Fassina spiegava che senza maggioranza al Senato si tornerebbe a votare. Una ipotesi che però non piace a Letta, il quale su Twitter ha scritto che “non sarebbe una soluzione”.

Ad un tratto, mentre il responsabile Enti locali Davide Zoggia rimandava commenti ufficiali al momento in cui il Viminale avesse fornito dati certi - quelli che uscivano dai seggi smentivano però, almeno in parte, le proiezioni più catastrofiche per il Pd e i suoi alleati -, l‘ufficio stampa ha anche smentito una “voce di mercato” sulle possibili dimissioni del segretario, spostando però ancora più in là nella serata il commento dei risultati, affidato appunto a Letta.

Una scelta criticata da alcuni, nel Pd, dato che Bersani in questi mesi ha insistito sul “metterci la faccia”. Nel frattempo, sui social network, partivano le proteste di alcuni militanti ed elettori che avrebbero preferito che il front runner del centrosinistra fosse stato il sindaco di Firenze Matteo Renzi - entrato subito nei topic trend di Twitter - sconfitto dal segretario Pd alle Primarie.

“CRISI DIFFICILE DA VIVERE E DA GESTIRE”

Letta, salito sul palco dopo le 22, ha rivendicato che se il centrosinistra sarà in testa anche alla Camera, come sembra fin qui dallo spoglio dei risultati elettorali, avanzerà le sue proposte per dare un governo al Paese, anche se la crisi attuale è “complessa da vivere e da gestire”.

“E’ un risultato che dà un Senato senza maggioranza, una situazione al limite e che il Paese non ha mai vissuto fino a oggi”, ha detto il numero due del partito, che ha rivendicato comunque il senso di “responsabilità” del Pd per assicurare la governabilità.

“Il ritorno immediato al voto non è la prospettiva migliore”, ha ribadito Letta, già ministro di centrosinistra.

“Chi vince alla Camera dovrà avere l‘onere di fare le prime proposte al capo dello Stato”, cioè al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cui mandato scade peraltro a breve.

Letta ha detto che il centrosinistra intende puntare su misure per superare la crisi senza cadere nell‘austerità e sulla “credibilità della politica”, riferimento che pare, questo, una possibile apertura al M5S di Beppe Grillo, che ha fatto una campagna elettorale molto impostata sulla “lotta alla casta” e ai partiti tradizionali.

L‘esponente Pd ha concluso spiegando che “c‘è una grande responsabilità per l‘Europa”, e che il centrosinistra intende dare una risposta alla “incredulità” che si è diffusa negli altri paesi per l‘ingovernabilità del Senato.

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