February 25, 2013 / 2:53 PM / 4 years ago

Naufragio Giglio, chiesto processo per Schettino e altri 5

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Francesco Schettino durante l'incidente probatorio a Grosseto .Max Rossi

MILANO (Reuters) - La procura di Grosseto ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata nel gennaio 2012 al largo dell'isola del Giglio, e per altre cinque persone coinvolte nel disastro che ha provocato la morte di 32 persone.

Lo riferisce la stessa procura in una nota, che parla di "smisurata responsabilità" e di "incredibili colpe del comandante", accusato dei reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, di abbandono della nave e di persone incapaci oltre che di mancata collaborazione con l'autorità marittima.

Gli altri rinvii sono stati chiesti per il vice di Schettino, Ciro Ambrosio, e per gli altri ufficiali della Costa Silva Coronica, Jacob Rusli Bin, accusati di naufragio colposo oltre che di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, reato per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio anche di Manrico Giampredoni e Roberto Ferrarini, componente dell'unità di crisi di Costa. Quest'ultimo è accusato con Ambrosio e Schettino anche di mancata collaborazione con l'autorità marittima.

Costa Crociere, spiega la nota, ha invece chiesto di patteggiare una sanzione da un milione di euro per l'illecito amministrativo dipendente dai reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, aggravati dalla violazione della normativa anti-infortunistica.

E' stata poi richiesta l'archiviazione della posizioni dei membri dell'equipaggio e componenti dell'unità di crisi Salvatore Ursino, Roberto Bosio, Manfred Ursprunger, Paolo Giacomo Parodi, Andrea Bongiovanni e Simone Canessa.

Fonti giudiziarie riferiscono che entro metà aprile dovrebbe essere fissata l'udienza preliminare e, se il gup accoglierà le richiesta di rinvio, il processo difficilmente potrebbe iniziare prima dell'estate, ma più probabilmente a settembre.

"Sul Naufragio Nessun Mistero"

"Allo stato degli atti e avuto riguardo alla completezza dell'attività investigativa svolta, non sussistono perplessità di qualche rilievo in merito allo svolgimento dei fatti", spiega la nota firmata dal procuratore capo Francesco Verusio.

"Si vuole ribadire che la vicenda non presenta alcun 'mistero' irrisolto, come invece da alcuni è stato a suo tempo incautamente ventilato", sottolinea la nota.

Il 13 gennaio 2012, la Costa Concordia - con a bordo circa 4.200 persone tra passeggeri ed equipaggio - naufragò davanti all'isola del Giglio a causa di un urto contro uno scoglio, che aprì una falla nello scafo facendo semi-inabissare la nave nella baia, dove ancora si trova. L'urto avvenne a seguito di un cosiddetto 'inchino', una manovra che prevede un notevole avvicinamento alla costa.

La procura aggiunge che "non può non sottolinearsi la smisurata responsabilità" di Schettino - che però ha sempre rifiutato di essere considerato l'unico responsabile dell'incidente - e "la impressionante serie di errori commesse in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell'emergenza, conclusasi con l'abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate, ancora a bordo".

I magistrati ribadiscono come "pure all'esito di sofisticatissime indagini tecnico specialistiche su tutti gli aspetti rilevanti, la causa determinante degli eventi di naufragio, morti e lesioni sia purtroppo drammaticamente riconducibile al fattore umano".

La procura aggiunge che "accanto alle incredibile colpe del comandante, sono emerse anche quelle degli altri imputati".

"Da un lato, i marittimi in servizio di guardia in plancia al momento dell'impatto, i quali non hanno compiuto quanto dovevano e potevano per impedire l'incidente", aggiunge la nota.

"Dall'altro, il direttore dei servizi alberghieri della Concordia e il responsabile di terra per le emergenze di Costa Crociere, i quali hanno offerto un loro non trascurabile contributo alle omissioni, alle negligenze e ai ritardi del comandante nella gestione dell'emergenza".

(Ilaria Polleschi)

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