24 febbraio 2013 / 17:03 / 5 anni fa

Italia al voto sotto gli occhi dell'Europa, affluenza in calo

* Alle 12 ha votato il 15% contro il 16,5% del 2008

Un uomo inserisce una scheda elettorale nell'urna a Roma, 24 febbario 2013. REUTERS/Yara Nardi

* Fino alla scorsa settimana un elettore su tre incerto

* Atteso boom movimento Beppe Grillo

* Governo debole potrebbe destabilizzare euro

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - Oltre 50 milioni di italiani stanno decidendo quale governo uscirà dalle urne e che forza avrà, in elezioni politiche tra le meno prevedibili di sempre e osservate con attenzione in Europa per i riflessi che potranno avere sull‘intera area.

Fino alla settimana scorsa si dichiarava indeciso un elettore su tre e voteranno per la prima volta, in un Paese in cui il tasso di disoccupazione tra i 15 e 24 anni è del 36,6%, tre milioni di neo diciottenni.

Da questa mattina alle 8.00 e fino alle 22.00 le urne sono aperte e riapriranno domani dalle 7.00 alle 15.00 quando inizieranno i primi instant poll relativi al voto per il Senato, per la Camera e anche per Lombardia, Lazio e Molise dove si sta votando per il rinnovo dei consigli regionali.

Alle 12.00 si era recato alle urne poco meno del 15% degli aventi diritto, in flessione rispetto al 16,5% del 2008, quando il tempo era stato più clemente: in molte parti d‘Italia piove e in alcune regioni sta nevicando.

Gli ultimi sondaggi sono stati pubblicati prima del black out previsto dalla legge e scattato alla mezzanotte di venerdì 8 febbraio.

Da stamani analisi e previsioni lasciano il campo al voto reale degli italiani e in ogni commento - sia di chi dice di averlo votato, sia di chi teme gli effetti di un suo successo elettorale - c‘è Grillo e il Movimento Cinque Stelle.

Calogero Giallanza, è un musicista, ha 45 anni e vive a Ronciglione, in provincia di Viterbo.

“Anche se qui nevica andrò a votare perchè sono preoccupato, la situazione sembra senza spiragli da un punto di vista della governabilitá. Al Senato ci sará per forza un inciucio perchè vedo il Movimento 5 stelle inarrestabile” dice.

“Io no, non mi sono fatto conquistare da Grillo, mi sembra solo un populista, io voterò a sinistra, ma domani ne vedremo delle belle, una mezza rivoluzione”, pronostica.

Da sempre gli analisti hanno dato il centrosinistra coalizzato attorno al Partito democratico di Pier Luigi Bersani davanti al centrodestra che fa capo all‘ex premier Silvio Berlusconi.

Più incerto, per tutti, è l‘esito del Senato dove il premio di maggioranza viene attribuito su base regionale e quindi sarà cruciale il voto delle Regioni più popolose, come Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia.

Lo scenario dato come più probabile dagli analisti è un governo guidato dal Pd di Bersani con l‘appoggio dei centristi di Mario Monti. Il presidente del Consiglio uscente Monti ha coalizzato forze politiche di centro attorno alla sua lista civica, dopo aver governato nell‘ultimo anno riportando fiducia internazionale dei mercati sull‘Italia, avviando alcune riforme ma lasciando un Paese in grave recessione economica e con alta disoccupazione.

“Se Monti viene umiliato dal voto di domenica e lunedì le elezioni italiane potrebbero essere considerate come una pericolosa sconfitta per l‘establishment politico dell‘Unione europea e per l‘approccio tedesco alla crisi dell‘euro”, ha scritto l‘opinionista Anatole Kaletsky.

Gli analisti politici nelle ultime settimane davano ‘Scelta civica’, più o meno concordi, quarta forza in campo dietro Grillo, il cui messaggio d‘accusa contro la politica tradizionale trae forza dagli ultimi scandali in alcune amministrazioni regionali e in grosse aziende dove è forte l‘influenza politica come Finmeccanica e Mps.

“Ho deciso da tempo di votare per Monti anche se temo che la sua lista prenderà pochi voti e che il prossimo governo non duri molto”, dice Marta, un‘avvocato d‘affari che sta andando a votare a Trastevere, nel cuore di Roma dove da stamani si alterna qualche schiarita a un po’ di pioggia.

La vera novità che uscirà dalle urne, e che potrebbe essere determinante per la stabilità e la durata del prossimo governo, è la forza del Movimento Cinque Stelle che nelle regionali siciliane di fine ottobre si è affermato, a sorpresa, come primo partito dell‘isola a detrimento del centrodestra e del centrosinistra.

Il comico genovese Beppe Grillo ha fatto il suo comizio finale venerdì scorso davanti a centinaia di migliaia di sostenitori nella piazza di San Giovanni, storicamente lo scenario delle più importanti manifestazioni della sinistra.

“Ho votato per il M5S per manifestare il mio dissenso nei confronti di una classe politica che non risponde alle mie esigenze di cittadina e insegnante precaria”, ha detto Maria Greco, 33enne di Palermo.

“Sono pessimista sulla possibilità che si formi un governo stabile e duraturo perchè sono troppi i problemi da risolvere e ci sarà una eccessiva frammentazione dei parlamentari”.

Per molti, ancor prima di guardare alla stabilità economica dell‘Italia in Europa, sembra contare l‘esigenza di affidare l‘amministrazione pubblica in mani sicure.

Mario, 60, collaboratore di istituto di ricerca vota a Bologna sotto una coltre di neve.

“Voto per il Pd perchè sono gli unici che ci possono portare fuori da questa situazione. Al contrario di Berlusconi e Grillo hanno una visione europea e sono seriamente impegnati sul fronte lavoro e occupazione. Non sono perfetti e Vendola potrebbe essere un problema ma hanno una organizzazione e i sindacati li sostengono, cosa che li aiuterà a far passare le riforme di cui il paese ha bisogno”

Poi c‘è chi, come Gino Battistoni, non cambia idea da ben più di mezzo secolo. Ha 90 anni e stamani è andato a messa e ha anche giá votato, ovviamente per il PD.

“Spero che Grillo non abbia tanti voti. Spero che non superi il PD. E’ stata commessa una ingenuitá, una grossa stupidaggine a lasciargli piazza San Giovanni”.

Ai seggi si rileva anche un certo rammarico per la mancata vittoria alle primarie del Pd del giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Dice Cristina Rossi, 41 anni, impiegato pubblico di Milano, laurea in ingegneria: “Io voterò Pd anche se avrei preferito di molto Renzi che avrebbe portato una ventata di aria fresca. Gli italiani vogliono un cambiamento ma non lo si può avere con Grillo. Temo che si apra una fase di transizione che nel giro di uno o due anni consenta di scegliere qualcuno che può davvero governare l‘Italia”.

Una delle incognite del voto di oggi e domani è l‘entità della rimonta di Berlusconi, sotto processo con l‘accusa di aver fatto sesso con una minorenne, contestato al seggio di Milano da un piccolo gruppo di donne con il seno nudo al grido “Basta”.

Chi vota Berlusconi spiega la scelta sia per la fiducia che ripone nel 76-enne leader del centrodestra sia per la delusione avuta con il governo Monti.

Federica Patania, 35 anni, commerciante palermitana ha votato per il Pdl perchè la ritiene “la coalizione più preparata per governare l‘Italia e perché credo nella grande capacità Berlusconi di guidare un Paese”, mentre Vittorio, 53 anni, da Bologna, dichiara il suo voto per il centrodestra: “A essere sinceri ho scelto il Pdl come male minore. Sono molto deluso da Monti”.

- Hanno contribuito Sara Rossi, Lisa Jucca da Milano Massimiliano Di Giorgio, Valentina Consiglio, da Roma ,Stephen Jewkes da Bologna Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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