Voto, Bersani: con vittoria Pd fine politica personalismi

venerdì 22 febbraio 2013 19:59
 

ROMA (Reuters) - La vittoria del Partito democratico segnerebbe in Italia la fine di un ventennio di dannosa politica personalistica inaugurata da Silvio Berlusconi. Con questa prospettiva Pier Luigi Bersani conclude una delle più delicate campagne elettorali nella storia italiana.

Il leader del Pd parla in un super affollato teatro romano mentre in contemporanea il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, vera incognita di queste elezioni, è atteso da decine di migliaia di persone a Piazza San Giovanni e Berlusconi si rivolge in collegamento video alla Mostra d'Oltremare a Napoli.

In mattinata Mario Monti ha concluso la campagna elettorale in un altro, molto meno affollato teatro a Firenze.

Bersani è rilassato, sorridente, scherzoso. Sicuramente più di quanto non siano sembrati finora i suoi avversari. Parla di equità, moralità, responsabilità.

"Cerchiamo di chiudere 20 anni che lasciano un danno profondo. Mentre dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 tutta l'Europa rinverdiva la politica [...] da noi si è inserito il virus di un uomo che dice 'la politica non la conosco, le tasse le odio'", dice con un accenno non troppo velato a Berlusconi.

Ma la critica di personalismo riguarda anche Grillo e Monti:

"Se va via Berlusconi, se va via Grillo, se va via Monti chi c'è lì? Il Pd non ti lega a una persona dopo Bersani c'è il Pd e questa non è una questione non da poco".

L'ex ministro dell'Industria ed ex governatore dell'Emilia Romagna non nasconde le difficoltà ad assumere il governo in una situazione di piena recessione e con il pericolo di un nuovo attacco al debito.

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Il leader del Pd Pier Luigi Bersani sventola la bandiera del suo partito a Napoli, 21 febbraio 2013. REUTERS/Ciro De Luca