Voto, piazza San Giovanni piena per comizio finale di Grillo

venerdì 22 febbraio 2013 20:05
 

di Massimiliano Di Giorgio e Naomi O'Leary

ROMA (Reuters) - Decine di migliaia di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle hanno riempito piazza San Giovanni a Roma per l'ultimo comizio di Beppe Grillo prima del silenzio elettorale che scatta a mezzanotte in vista del voto di domenica e lunedì.

Unico a scegliere la piazza, Grillo ha 'strappato' al Pd quella che a Roma è storicamente considerata l'arena delle sinistra, mentre Pier Luigi Bersani (Pd) e Mario Monti (Lista Civica) hanno scelto di chiudere la campagna elettorale in teatro a Roma e Firenze, e Silvio Berlusconi ha disertato, per motivi di salute, la Mostra D'Oltremare a Napoli dove i suoi supporter lo aspettavano per lo sprint finale.

Ballerine le cifre sui partecipanti, che comunque continuano ad affluire. Lo staff parla di 50.000, addirittura qualuno di 70.000 mentre per la polizia ci sarebbero circa 30/40.000 persone.

Dal palco lo speaker ha annunciato che oltre ai presenti in piazza altre 80.000 persone sono collegate in streaming.

Momenti di tensione, secondo numerosi resoconti su twitter, quando lo staff di M5S ha chiamato i carabinieri per impedire ai giornalisti italiani di accedere al retropalco dove sono stati ammessi solo Sky e le tastate straniere. La direttrice di Sky, Sarah Varetto, ha fatto sapere che offrirà gratuitamente la diretta a chi ne farà richiesta in segno di solidarietà.

La situazione sembra ora più tranquilla con i giornalisti italiani ammessi nel backstage.

Dal palco lo speaker che cerca di mantenere calda l'atmosfera fino alle 21, ha esordito dicendo: "Il movimento non è un movimento sovversivo, è fatto di persone normali che hanno un unico faro, la Costituzione, che è sinonimo di antifascismo", poi è stato mandato un video dove il procuratore di Palermo Roberto Scarpinato parla di Costituzione, un altro dove Pier Paolo Pasolini nel 1975 parla del "potere che manipola i corpi alienando le coscienze".

Boato in piazza quando si parla di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e di impedire che i partiti controllino Rai, ma non quando si propone un referendum sull'uscita da euro, uno dei cavalli di battaglia del movimento.   Continua...

 
Beppe Grillo parla a Siena, 24 gennaio 2013. REUTERS/Stefano Rellandini