San Raffaele, chieste pene fino 4 anni e 9 mesi per 4 imprenditori

venerdì 22 febbraio 2013 14:06
 

MILANO (Reuters) - I pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta hanno chiesto pene fino a quattro anni e nove mesi di reclusione per i quattro imprenditori imputati nel processo sul dissesto finanziario dell'ospedale San Raffaele.

I pubblici ministeri hanno chiesto quattro anni e nove mesi per Pierino Zammarchi, quattro anni e quattro mesi per suo figlio Gianluca Zammarchi, quattro anni e sette mesi per Ferdinando Lora e quattro anni e tre mesi a Carlo Freschi.

"Tra fornitori e vertici si era creato un sodalizio criminale", hanno detto in aula i magistrati durante la requisitoria, aggiungendo che si è trattato di una "condotta a carattere sistematico a partire dal 2005 a beneficio di (Pierangelo) Daccò", l'imprenditore già condannato a 10 anni di reclusione con rito abbreviato e attualmente in carcere per il dissesto dell'ospedale.

"Quando mai questi imprenditori avrebbero avuto appalti se non fossero stati disponibili a costituire fondi neri e dare denaro a Daccò?", hanno chiesto i magistrati.

La Fondazione San Raffaele, che si è costituita parte civile nel processo, ha chiesto invece non meno di un milione di euro a titolo di risarcimento.

Gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali, appropriazione indebita e distrazione di beni. I Zammarchi e Lora devono rispondere anche dell'ipotesi di reato di concorso in bancarotta.

Il processo è relativo al buco da un miliardo e mezzo di euro della Fondazione ospedaliera - che conta quasi 4.000 dipendenti - e gli inquirenti ipotizzano presunte sovraffatturazioni nel pagamento dei fornitori, con la costituzione di fondi neri che sarebbero stati affidati a Daccò, ritenuto vicino al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

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