21 febbraio 2013 / 18:45 / tra 5 anni

Appello Ifil-Exor, a Gabetti e Grande Stevens 1 anno e 4 mesi

TORINO (Reuters) - Al processo di secondo grado su Ifil-Exor per aggiotaggio informativo, la Corte d‘Appello di Torino ha condannato oggi a un anno e quattro mesi di carcere Gianluigi Gabetti, all‘epoca dei fatti presidente di Ifil, e Franzo Grande Stevens, allora consigliere di amministrazione di Ifil e consulente legale.

I giudici hanno invece assolto Ifil Investment-Exor e l‘accomandita Giovanni Agnelli Sapaz, imputate nel processo come persone giuridiche, perché il fatto non sussiste.

Grande Stevens e Gabetti - ai quali è stata comminata una multa da 600.000 euro - sono stati inoltre condannati a un anno di interdizione dai pubblici uffici, dagli uffici delle società coinvolte e dalla contrattazione con la pubblica amministrazione. A entrambi è stata concessa la condizionale.

Grande Stevens inoltre è stato interdetto per un anno dalla professione di avvocato.

“E’ una sentenza inimmaginabile, non me l‘aspettavo proprio”, ha detto Grande Stevens uscendo dall‘aula.

“Avrei ovviamente sperato in un risultato diverso. Adesso sta ai professionisti leggere le motivazioni poi ci consulteremo e le valuteremo”, ha commentato Gabetti.

Stamani in aula Gabetti e Grande Stevens hanno respinto le accuse rendendo dichiarazioni spontanee.

La sentenza non prevede alcun risarcimento alle parti civili.

“Non so perché la corte abbia ignorato la nostra posizione e abbia rifiutato la nostra richiesta risarcitoria. Lo vedremo in Cassazione”, ha detto l‘avvocato della Consob Emanuela di Lazzaro.

Al centro del processo c‘è la nota che Ifil diffuse su richiesta della Consob il 24 agosto del 2005 e in cui la società diceva di non avere informazioni utili a spiegare l‘andamento del titolo di Fiat che durante l‘estate aveva visto forti rialzi in borsa.

In primo grado a fine 2011, Gabetti e Grande Stevens, insieme a Virgilio Marrone, erano stati assolti dall‘accusa di aggiotaggio relativa all‘equity swap. Nel giugno scorso, però, la Cassazione ha annullato la sentenza solo per Gabetti e Grande Stevens e ha rinviato gli atti alla Corte d‘Appello di Torino.

Sul procedimento incombe la prescrizione, i cui termini scadono entro la fine di febbraio.

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