Voto, domani stop a campagna elettorale in clima incertezza

giovedì 21 febbraio 2013 18:49
 

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - L'ultima incertezza è sul clima: influirà la neve, che è già arrivata al Nord, sull'affluenza alle urne domenica e lunedì? A chiederselo sono in tanti anche se questa, come tante altre, non è una novità: fin da quando nel dicembre scorso si andò verso le scioglimento delle Camere in molti avevano sottolineato che per la prima volta avremmo votato in pieno inverno.

L'incertezza non riguarda solo clima e affluenza: si sa che il sistema elettorale, con la disomogeneità fra Camera e Senato, prevede una sicura maggioranza a chi vince alla Camera, ma questo non è assolutamente assicurato al Senato dove basta l'incertezza in due delle Regioni maggiori, come Sicilia e Lombardia, per rendere non prevedibile il risultato.

E noi ci troviamo proprio in questo caso di incertezza e di possibile non corrispondenza fra dato di una Camera e dell'altra benché siamo arrivati ormai in fondo alla campagna elettorale e domani ci saranno gli ultimi comizi dei vari leader.

Il dibattito degli ultimi giorni non ha riservato novità sostanziali nei contenuti ma solo quale nuova polemica: dopo il caso del ritiro di uno dei candidati premier delle formazioni minori (Oscar Giannino di Fare per fermare il declino, coinvolto in una polemica per false dichiarazioni sui suoi titoli di studio nel curriculum diffuso), hanno tenuto banco le polemiche sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio uscente Mario Monti sul governo preferito dal cancelliere tedesco Angela Merkel e sulla lettera inviata a casa degli elettori da Silvio Berlusconi sulla restituzione dell'Imu pagata nel 2012.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque, e c'è da presumere che novità non verranno neppure dai comizi conclusivi di domani. Il candidato del centrosinistra Pier Luigi Bersani terminerà la campagna in un teatro di Roma insieme con il candidato della sua coalizione per la Regione Lazio Nicola Zingaretti. Berlusconi sarà a Napoli in una piazza che non viene considerata decisiva per il voto anche se è stata cuore di molte polemiche e di velenosi riflessi di inchieste giudiziarie. Monti sarà a Firenze, nella Regione che è stata sede di una delle polemiche più virulente, quelle legate all'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena che ha colpito soprattutto il Pd ma dalla quale non sono rimasti immuni neppure i centristi.

Ma il comizio più atteso è forse quello di Beppe Grillo a piazza San Giovanni a Roma.

Questa piazza romana è storicamente considerata il palcoscenico naturale della sinistra italiana e il fatto che sia stata fatta propria dal Movimento 5 Stelle la dice lunga su quali siano le aspettative di giocare un ruolo da protagonisti che i grillini hanno: infatti il percorso elettorale del comico genovese è stato da lui battezzato come lo "tsunami tour", con il chiaro intendimento di voler sovvertire i canoni di ogni competizione elettorale tra destra e sinistra.

Già questa volta, per la prima volta probabilmente negli ultimi vent'anni, il debole bipolarismo italiano era già stato messo in discussione dalla presenza di un terzo polo, capeggiato la presidente del Consiglio uscente, con pretese di giocare un ruolo da protagonista e da terzo incomodo. Con lo sfondamento di Grillo siamo arrivati a contare almeno quattro prim'attori.

Tanta incertezza si è riflessa anche sulla borsa che oggi, dopo ieri, ha fatto segnare il peggior calo su scala continentale a Milano finendo a -3,13% ed anche lo spread è tornato a 292, riavvicinandosi pericolosamente a quota 300. Diversi trader hanno imputato le performance negative all'incertezza elettorale. Fra l'altro uno dei risultati peggiori oggi è stato registrato da Mediaset con un -5,71%, la società di proprietà del vincitore del precedente appuntamento elettorale nazionale nel 2008, Berlusconi.

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Uno spot di Mario Monti trasmesso da un monitor della stazione Centrale di Milano, 21 febbraio 2013. REUTERS/Paolo Bona