Mps, Baldassarri interrogato tre ore, ripete: "Banca sapeva"

giovedì 21 febbraio 2013 18:07
 

MILANO (Reuters) - Gianluca Baldassarri, l'ex capo area finanza di Mps in carcere a Milano nell'ambito dell'inchiesta della procura senese sull'istituto bancario, ha in sostanza ribadito anche davanti ai pm toscani la linea difensiva tenuta sabato scorso durante l'interrogatorio per la convalida del fermo davanti al gip milanese: e cioè che tutti coloro che dovevano essere informati sui dervati, all'interno e all'esterno della banca, erano a conoscenza dell'operazione.

Lo ha ripetuto ai giornalisti il difensore di Baldassarri, l'avvocato Filippo Dinacci, uscendo da San Vittore dopo l'interrogatorio davanti ai pm Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, durato circa tre ore.

"Ha risposto in maniera puntuale ai rilievi tecnici e all'(ipotesi di reato di )ostacolo alla vigilanza. Ha ribadito e si è soffermato su quanto ha detto l'altra volta: nulla in più, nulla in meno su questo tema", ha esordito il legale.

"Qui è un problema di tecnica del reato - ha proseguito - il reato si configura nel momento in cui i soggetti responsabili di un ente ostacolano la vigilanza di Banca d'Italia: a valle l'area finanza e le altre aree possono costruire delle operazioni, poi certe operazioni sono convalidate dagli organi deliberativi, questi organi deliberativi hanno o non hanno l'obbligo di informare la banca (d'Italia)".

"Nel caso in specie lui ha già detto in termini molto chiari che, intanto, i contratti erano stati puntualmente depositati. Non c'era il contratto generale, ma tutti i contratti di acquisti e compravendita erano tutti regolarmente depositati. Poi c'è un'area Risk management, un'area funzione controllo, un'area funzione ispettiva, insomma... c'è la Banca d'Italia".

Successivamente, contattato da Reuters al telefono, alla domanda se durante l'interrogatorio gli fossero stati contestati atti o lettere interne in cui emerge che il Risk management di Mps avesse contestato l'operato dell'area finanza diretta da Baldassarri, l'avvocato ha risposto: "Non ho contezza che ci siano questi atti, e durante l'interrogatorio non ci è stato contestato nulla di tutto questo".

Poco prima, davanti a San Vittore, il legale aveva anche dichiarato: "Un'operazione di questo genere secondo voi in banca si può non sapere? Secondo voi in banca si può non sapere di un'operazione di questo spessore?".

Per quel che riguarda l'arresto del suo assistito, l'avvocato Dinacci ha ripetuto che l'esigenza cautelare del pericolo di fuga è in realtà "un grosso equivoco. Credo che la misura carceraria non sia assolutamente necessaria".

Il legale ha infine concluso che al momento non è stata avanzata istanza di revoca dell'arresto e non si è discusso né dell'eventuale trasferimento nel carcere di Siena, né se Baldassarri dovrà essere riascoltato a breve dai magistrati.

Baldassarri, insieme all'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari e all'ex direttore generale Antonio Vigni, è indagato dalla procura di Siena per ostacolo all'autorità di vigilanza relativamente all'occultamento del contratto sull'operazione Alexandria. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Passanti riflessi nella vetrata di una filiale romana del Monte dei Paschi. REUTERS/Max Rossi