20 febbraio 2013 / 18:18 / tra 5 anni

Voto, Bersani a Palermo in piazza con Renzi: vinceremo

Il candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani. REUTERS/Alessandro Garofalo

PALERMO (Reuters) - “Vinceremo e dal 26 febbraio l‘Italia sarà una sola e più giusta”.

Con queste parole, da Piazza Verdi a Palermo, Pier Luigi Bersani ha lanciato lo sprint finale della campagna elettorale in vista del voto del 24 e 25 febbraio.

Sul palco prima di lui ha parlato Matteo Renzi, sindaco di Firenze e principale sfidante alle primarie, che per la seconda volta dopo Milano ha affiancato il candidato premier del centrosinistra: “Non siamo un Paese rassegnato e in declino. Se scommettiamo su bellezza e concretezza risolleviamo il Paese. Avete, abbiamo, il diritto di non avere una classe politica che prende a schiaffi il futuro dei nostri figli”.

“Questa volta si va al governo e non si litiga. Quello che dice il presidente del Consiglio si fa”, ha detto Renzi alle migliaia di militanti presenti in piazza prima di dare la parola a Bersani, accolto con un abbraccio sulle note di Inno di Gianna Nannini, scelta dal Pd come colonna sonora della campagna elettorale.

“O vinciamo noi o vincono loro. Ma vinciamo noi!”: ha esordito Bersani, interrotto da un applauso durato 14 secondi.

“Noi vinciamo e le nostre parole al governo saranno: solidarietà, equità, lavoro, onestà, regole. Credendo che nessuno può salvarsi da solo, che l‘Italia a partire dal 26 tornerà ad essere una ed indivisibile. Guideremo la nazione guadando la con gli occhi di soffre”.

Maglietta del Pd, bandiera e armata di volantini, Velentina Attone, 30 anni, disoccupata e una laurea di educatore nel cassetto, ci crede: “Queste elezioni si possono vincere. Bersani è una persona seria e il centrosinistra ha al suo interno persone valide in grado di fronteggiare la crisi. Non dobbiamo permettere a Berlusconi di vincere ancora una volta”.

Bersani pone l‘accento sul lavoro - “il primo dei diritti” - che sarà al centro dell‘attività del governo, ma prima ancora sulla credibilità e sulla fiducia da ricostruire. Poi i diritti degli immigrati nati in Italia di essere cittadini, degli omosessuali a vedere rinosciuti i diritti civili, e all‘istruzione.

Poi lo spazio alle donne, che rappresentano il 40% dei candidati del Pd - “saranno loro a spiegare a Berlusconi come si parla con le donne e delle donne” - e l‘impegno a cancellare le leggi ad personam e a legiferare su incompatilibità e conflitto di interessi.

“I cittadini non avranno sorprese. Abbiamo dimostrato negli anni che quello che diciamo lo facciamo”. Poco prima Renzi aveva chiesto retoricamente: “Cosa ha fatto il Pdl in Sicilia dopo il 61 a zero?” incassato alle elezioni politiche del 2001.

Bersani ha ribadito l‘intenzione di cancellare i ticket sanitari per le visite specialistiche, lanciare l‘economia verde e restituire i crediti alle imprese: “In Italia abbiamo gli stessi problemi, raddoppiati nel Mezzogiorno, quinde servono le stesse risposte, raddoppiate nel Mezzogiorno”.

Prima di lasciare la piazza, l‘appello agli elettori: “Ci diano la possibilità di governare e noi saremo di testa larga, dialogheremo con chi vuole cambiare le cose, ma il Paese ha bisogno di una barra solida e possiamo dargliela solo noi”.

E un auspicio: “Che il vento della Sicilia arrivi a Roma e che ci mettiamo a lavorare per cambiare tutti assieme il Nord e Sud di questo Paese”.

Domani penultima tappa in piazza a Napoli e venerdì ultimo comizio a Roma. Poi il silenzio elettorale in attesa del voto di domenica e lunedì.

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