15 febbraio 2013 / 16:23 / 5 anni fa

Mps, Mussari risponde 3 ore in procura, fuori lo contestano

SIENA (Reuters) - Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi, è stato interrogato oggi per circa tre ore in procura a Siena dai magistrati che indagano sull‘acquisto di Antonveneta da parte di Mps nel 2007 e su alcuni contratti passati che per l‘accusa sono stati sottratti alla verifica della Banca d‘Italia.

Il verbale dell‘interrogatorio, di durata più breve di altri in questa inchiesta, “è stato secretato”, secondo una fonte giudiziaria che ipotizza che in quelle tre ore i Pm - apparsi a differenza di Mussari non molto di buon umore uscendo per una pausa dalla procura - “abbiano ritenuto sufficiente quel tempo per fare una valutazione e quindi abbiano per questo ‘licenziato’ Mussari”.

Uno dei suoi difensori, Tullio Padovani, ha una impressione positiva di questo interrogatorio: “Ho assistito a tantissimi interrogatori nella mia carriera e questo lo posiziono nella fascia alta di gradimento per un avvocato difensore”, ha detto.

Anche il fatto che il confronto coi magistrati sia durato relativamente poco “è un elemento di gradimento”, ha aggiunto Il legale.

In una breve nota diffusa in serata, Padovani e il suo collega Fabio Pisillo, hanno scritto che Mussari “ha risposto a tutte le domande dei Pm e non è stato fissato nessun altro interrogatorio”.

Uscito Mussari, è stato risentito, non previsto, Valentino Fanti, segretario del presidente di Mussari - e tutt‘ora del presidente Alessandro Profumo - “richiamato per riscontrare alcune dichiarazioni rese da Mussari”, dice una fonte della Procura.

FUORI LANCIO DI MONETINE

Fuori dalla Procura, sia all‘ingresso che all‘uscita, Mussari è stato contestato.

Poco prima delle 12,00, quando l‘ex presidente di Mps e dell‘Abi è arrivato con i suoi avvocati, una decina di contestatori, tra cui due persone che si sono qualificate come appartenenti alla Lega, hanno gridato “ladro” e ha lanciato delle monetine.

All‘uscita l‘ex numero uno della banca dal 2006 al 2012, e dell‘Abi fino al 22 gennaio di quest‘anno è stato nuovamente apostrofato da alcuni passanti, mentre saliva sulla macchina che era venuta a prenderlo. “Vergogna. Ladri. Vi è finita la pacchia”, gli hanno gridato.

Dopo un‘anticamera di quasi 50 minuti, Mussari è entrato nella stanza del procuratore capo Tito Salerno e ha risposto alle domande dei magistrati.

LUNGA ANTICAMERA

Ad ascoltare l‘avvocato calabrese, classe 1962 sono stati, assieme al procuratore capo, i tre pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, e i finanzieri del Nucleo Valutario tra cui il generale Giuseppe Bottillo.

Fonti giudiziarie hanno riferito ieri che l‘ex presidente della banca senese è indagato per ostacolo all‘autorità di vigilanza, relativamente al contratto sull‘operazione Alexandria, un prodotto finanziario complesso acquistato dalla banca nel 2005 da Dresdner e poi ristrutturato nel 2009 con Nomura, senza darne - è la tesi dell‘accusa - adeguata rappresentazione contabile in modo da non farne emergere la reale rischiosità e la perdita accumulata.

Mussari - che era già stato in procura lo scorso 4 febbario per pochi minuti ottenendo un rinvio dell‘interrogatorio] - è anche indagato per manipolazione del mercato e falso in prospetto per l‘operazione finanziaria Fresh del 2008, uno dei prodotti che hanno consentito alla banca senese di finanziare l‘acquisizione di Antonveneta e che era necessario per avere da Bankitalia il via libera all‘operazione.

L‘ex numero uno di Mps è arrivato oggi all‘ingresso principale della Procura con una macchina di grossa cilindrata scura con i due difensori Fabio Pisillo e Tullio Padovani, mentre la prima volta era arrivato con una Smart rossa guidata da Pisillo, scegliendo un ingresso secondario carrabile.

Stamattina il pm di Milano Antonio Renna ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere di Gianluca Baldassarri, ex-capo dell‘area finanza di Mps fermato ieri nell‘ambito dell‘inchiesta della procura di Siena sulla banca.

Baldassari è indagato, in concorso con Mussari e l‘ex dg Antonio Vigni - sentito per 8 ore lo scorso sei febbraio - per l‘ipotesi di reato di avere ostacolato la vigilanza di Bankitalia sulla corretta contabilizzazione del prodotto Alexandria, ristrutturato nel 2009.

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