Voto, il Monti politico smussa il rigore del tecnico

martedì 12 febbraio 2013 18:48
 

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Dopo aver abbandonato i toni del tecnico per assumere i panni del politico, Mario Monti ha lanciato un ambizioso programma economico mettendo tra parentesi quanto di impopolare c'era nella sua agenda per la crescita pubblicata a fine dicembre.

Tra riduzioni di Irpef (15 miliardi), Irap (11,2 mld), Imu (2,5 mld) e maggiori spese in capitoli strategici come l'educazione (8 mld), l'ex commissario europeo e la sua lista Scelta civica propongono una manovra che nell'arco dell'intera legislatura dovrebbe mobilitare oltre 36 miliardi di euro.

Uno sforzo finanziario consistente, a cui bisogna aggiungere i 130 miliardi di dismissioni del patrimonio pubblico e le misure per le quali non c'è una precisa quantificazione degli oneri: gli incentivi fiscali all'assunzione dei giovani, la detassazione del reddito da lavoro femminile, il nuovo sistema di ammortizzatori sociali ispirato alla flexicurity danese e il credito di imposta in ricerca e innovazione.

MONTI RINUNCIA AD AUMENTARE IVA, TASSARE GRANDI PATRIMONI?

Il programma di Scelta civica contiene anche differenze di peso rispetto all'Agenda Monti. Il professore sembra aver rinunciato a quella che in un primo tempo appariva come la parte più qualificante della sua politica fiscale: ridurre le tasse su lavoro e imprese "anche trasferendo il carico corrispondente sui grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio".

Quella "fiscal devaluation" che la Germania ha adottato a partire dal 2005 per rendere meno costosi i beni destinati all'esportazione a parità di cambio.

Già da presidente del Consiglio e con Vittorio Grilli al ministero dell'Economia, Monti ha cercato di portare avanti questa impostazione. La Legge di stabilità per il 2013 prevedeva in origine che le aliquote Iva pari oggi al 4 e al 21% salissero di un punto percentuale dal prossimo luglio. Scontratosi con l'opposizione del Parlamento, il professore ha dovuto fare una parziale marcia indietro, limitando l'incremento alla sola aliquota del 21%.

Scelta civica dice nel programma di non voler "aumentare ulteriormente l'Iva dopo il 2013" mentre, in alcune dichiarazioni pubbliche, Monti ha anche ipotizzato di sterilizzare l'aumento dell'Iva già in programma a luglio.   Continua...