Benedetto XVI si dimette, forze inadeguate per guidare Chiesa

lunedì 11 febbraio 2013 19:52
 

di Philip Pullella

ROMA (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha annunciato oggi che si dimetterà da capo della Chiesa Cattolica a fine mese per la fragilità delle sue condizioni fisiche e mentali, primo Pontefice ad abdicare dopo oltre 700 anni.

Il portavoce del Vaticano ha detto che il Conclave sarà convocato subito dopo il 28 febbraio e il nuovo Papa potrebbe essere nominato entro marzo, prima di Pasqua.

Padre Federico Lombardi ha anche precisato che "non risulta alcuna malattia in corso" ed ha escluso uno scisma tra cattolici.

"La decisione è stata personale e non legata a difficoltà specifiche del Pontificato", ha aggiunto Lombardi.

La notizia, del tutto inattesa, è stata comunicata in latino dallo stesso Joseph Ratzinger, 86 anni il prossimo 16 aprile, ai cardinali riuniti in Concistoro in Vaticano alle ore 11.

Nonostante le dichiarazioni rassicuranti, la decisione di Benedetto XVI potrebbe segnare l'inizio di uno dei momenti di maggiore incertezza nella storia bimillenaria della Chiesa di Roma.

Nei circa otto anni dell'ultimo papato la Chiesa è stata macchiata dallo scandalo degli abusi sessuali sui bambini e della pubblicazione di documenti riservati con la complicità del maggiordomo del Papa. Il discorso in cui il Pontefice tedesco ha associato l'Islam al concetto di violenza ha sollevato l'ira dei musulmani e anche gli ebrei hanno protestato per la riabilitazione di personalità che hanno negato l'Olocausto.

Ai cardinali riuniti in Concistoro il Papa oggi ha detto: "Carissimi Fratelli, vi ho convocati [...] non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".   Continua...

 
Papa Benedetto XVI in una immagine di archivio. REUTERS/Giampiero Sposito