11 febbraio 2013 / 11:44 / 5 anni fa

Benedetto XVI si dimette, forze inadeguate per guidare Chiesa

Papa Benedetto XVI in una immagine di archivio.Giampiero Sposito

di Philip Pullella

ROMA (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha annunciato oggi che si dimetterà da capo della Chiesa Cattolica a fine mese per la fragilità delle sue condizioni fisiche e mentali, primo Pontefice ad abdicare dopo oltre 700 anni.

Il portavoce del Vaticano ha detto che il Conclave sarà convocato subito dopo il 28 febbraio e il nuovo Papa potrebbe essere nominato entro marzo, prima di Pasqua.

Padre Federico Lombardi ha anche precisato che "non risulta alcuna malattia in corso" ed ha escluso uno scisma tra cattolici.

"La decisione è stata personale e non legata a difficoltà specifiche del Pontificato", ha aggiunto Lombardi.

La notizia, del tutto inattesa, è stata comunicata in latino dallo stesso Joseph Ratzinger, 86 anni il prossimo 16 aprile, ai cardinali riuniti in Concistoro in Vaticano alle ore 11.

Nonostante le dichiarazioni rassicuranti, la decisione di Benedetto XVI potrebbe segnare l'inizio di uno dei momenti di maggiore incertezza nella storia bimillenaria della Chiesa di Roma.

Nei circa otto anni dell'ultimo papato la Chiesa è stata macchiata dallo scandalo degli abusi sessuali sui bambini e della pubblicazione di documenti riservati con la complicità del maggiordomo del Papa. Il discorso in cui il Pontefice tedesco ha associato l'Islam al concetto di violenza ha sollevato l'ira dei musulmani e anche gli ebrei hanno protestato per la riabilitazione di personalità che hanno negato l'Olocausto.

Ai cardinali riuniti in Concistoro il Papa oggi ha detto: "Carissimi Fratelli, vi ho convocati [...] non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".

E ha poi aggiunto: "Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice".

ESSERE PAPA OGGI E' DIVERSO RISPETTO A 500 ANNI FA

Ratzinger era stato eletto Papa il 19 aprile del 2005 dopo la morte di Giovanni Paolo II il 2 aprile dello stesso anno.

"Il Papa ci ha presi tutti di sorpresa", ha commentato Lombardi in una conferenza stampa pur ammettendo che ultimamente il Capo della Chiesa "ha avuto un poco di stanchezza e di affaticamento maggiori che in passato".

"Non si richiede che qualcuno accetti le dimissioni", ha ricordato ancora Lombardi. "Papa Benedetto XVI aveva detto che avrebbe valutato le sue forze. Era un pensiero che aveva ben presente".

Nella nota del Vaticano il Papa ha manifestato la consapevolezza che, "nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato".

Dice inoltre Ratzinger: "Anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio".

Lombardi ha detto che il Papa, dopo le 20,00 del 28 febbraio smetterà di avere alcun ruolo nella Chiesa e di non vedere "alcun rischio di confusione o divisione della Chiesa" per la presenza di un Papa e di un ex Papa contemporaneamente.

Gli esperti del Vaticano osservano, però, che proprio il timore di causare confusione e divisioni ha trattenuto Giovanni Paolo II dal dimettersi nonostante il grave stato di salute.

La situazione potrebbe deteriorarsi se venisse eletto un Papa con idee progressiste su temi quali il controllo delle nascite, il sacerdozio delle donne o il celibato per i preti.

"Desta sconcerto e smarrimento lasciare il proprio gregge senza pastore. Il Papa non è un uomo come gli altri, ma essendo il Vicario di Cristo, proprio quando sa di non potercela più fare, ha il dovere di andare avanti e portare la croce sino alla fine", ha dichiarato Alessandra Mussolini.

"E' un grande segnale di destabilizzazione mondiale che indebolisce la Chiesa".

Joseph Ratzinger, che non parteciperà al Conclave, si trasferirà in un primo momento a Castel Gandolfo, sede estiva del Pontefice, e successivamente in un ex monastero di suore di clausura in Vaticano, ha detto Lombardi.

Da tempo si discute nel mondo cattolico della necessità di eleggere un Papa che provenga dalla parte più povera del mondo per ridimensionare l'egemonia degli europei e dare adeguata rappresentanza a quei Paesi in cui vivono la maggior parte dei cattolici di oggi e dove la Chiesa è in espansione.

In attesa di dichiarazioni da parte degli interessati i bookmakers inglesi e irlandesi indicano tre nomi: il Cardinale nigeriano Francis Arinze, Peter Turkson (Ghana) e il canadese Marc Ouellet.

Il caso precedente di abdicazione riguarda Celestino V, Vescovo di Roma per pochi mesi nel 1294. Il suo "gran rifiuto" è stato condannato da Dante nella Divina Commedia. Nel 1415 fu costretto a dimettersi Papa Gregorio XII per mettere fine a una contesa interna alla Chiesa.

"Essere Papa 500 anni fa era diverso da esserlo oggi", ha osservato Lombardi.

L'Osservartore Romano, giornale ufficioso della Santa Sede, scrive che in "nessun caso [si giunse] a una situazione come quella che si è verificata con la decisione di Benedetto XVI" e il suo direttore aggiunge che la decisione annunciata oggi era stata già presa molti mesi fa.

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