Consumi, per Confesercenti spesa famiglie 2012 -35 mld (-4%), 2013 -1,2%

lunedì 11 febbraio 2013 12:53
 

ROMA (Reuters) - Nel 2012 la spesa delle famiglie ha subito una diminuzione di 35 miliardi (-4%). La contrazione dei consumi continuerà anche quest'anno, sebbene a ritmo meno sostenuto, segnando una diminuzione di circa 10 miliardi (-1,2%). L'impatto complessivo sul Pil è negativo dello 0,7.

E' quanto sostiene Confesercenti in uno studio sullo stato delle piccole e medie imprese, studio presentato questa mattina dal presidente dell'associazione Marco Venturi.

In due anni ci sarà quindi una contrazione della spesa per consumi interni di 45 miliardi di euro (-5,2%), per un totale di 2000 euro in meno spesi da ogni famiglia. L'impatto stimabile sul Pil, in termini di sottrazione di crescita, è pari a 0,7 punti percentuali. In particolare, il biennio vedrà un calo della spesa del 6% nelle bevande alcoliche e tabacchi, dell'8,9% in abbigliamento e calzature, del 4,3% nei pubblici esercizi, del 3,4% nelle strutture ricettive, e del 4,2% nei beni alimentari e bevande. In quest'ultimo settore la perdita sarà più sostenuta per le carni (-5,3%) che nella frutta e verdura (-2,0%).

Nel 2012 hanno cessato la loro attività à 64.126 imprese del commercio al dettaglio (di cui 52.432 pari all'82% sono imprese individuali) e 27.691 imprese attive nell'alloggio e ristorazione. Nei due comparti, quindi, hanno chiuso circa 253 imprese al giorno: 178 nel commercio al dettaglio (di cui 30 nell'abbigliamento), 70 nella ristorazione, 5 nelle strutture ricettive.

Nel 2013 Confesercenti stima che chiuderanno 450.000 imprese in totale, di cui 72.000 nel commercio al dettaglio. Il ritmo delle chiusure nei settori, dunque, aumenterà, portandosi a 281 al giorno: 197 per il commercio al dettaglio (di cui 36 nell'abbigliamento), 78 nella ristorazione, 6 nella ricezione.

Il 2013 vedrà continuare anche l'emorragia dei posti di lavoro nei settori del Commercio e del turismo. Alla fine dell'anno, la diminuzione segnata sul 2010 sarà dello 0,8% per gli occupati nel commercio al dettaglio, del 2,6% per gli occupati indipendenti nello stesso settore, dello 0,2% per pubblici esercizi e strutture ricettive e infine dello 0,4% per gli occupati indipendenti di queste ultime.

A fronte di questa situazione Venturi ha chiesto una rapida inversione di tendenza illustrando 13 priorità per l'anno in corso: "Ridurre le aliquote Irpef per i redditi medio bassi e ridurre l'Irap per le Pmi; scongiurare aumento Iva dal 21% al 22%; escludere Imu da immobili strumentali e prima casa; rivedere riscossione coattiva per debiti tributari e favorire rateazione; rivedere i criteri di applicazione della Tares; favorire attività Confidi per il credito alle imprese; meno costi sul lavoro e meno burocrazia; ridurre i costi a carico delle imprese per l'utilizzo della moneta elettronica; più negozi di vicinato per città più sicure; aperture domenicali solo quando serve e competenze alle Regioni; sostegno allo start up delle imprese con formazione e innovazione tecnologica; rivedere la norma di pagamenti e contratti per i prodotti agricoli e alimentari; più infrastrutture per favorire la crescita del turismo".

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Un cliente paga la merce al mercato dl pesce. REUTERS/Jon Nazca