Appello Ifil-Exor,chiesti 2,5 anni per Grande Stevens,2 per Gabetti

venerdì 8 febbraio 2013 16:16
 

TORINO (Reuters) - Nel processo di appello su Ifil-Exor per aggiotaggio informativo, che si è aperto oggi a Torino, la pubblica accusa ha chiesto due anni e sei mesi di reclusione per Franzo Grande Stevens e due anni per Gianluigi Gabetti.

Il pm Giancarlo Avenati Bassi ha fatto le richieste al termine della requisitoria, dopo che stamani il giudice Roberto Pallino ha respinto l'eccezione delle difese dei due imputati secondo cui il processo non avrebbe dovuto svolgersi perché la Consob ha già giudicato i due e li ha sanzionati.

Secondo il giudice, l'eccezione non poteva essere accolta allo stato, ma dovrà essere decisa nel merito al termine del processo.

"Sono stato colpito da una pesante sanzione amministrativa dalla Consob che mi ha sospeso dal mio ufficio. Per uno come me, un dirigente del massimo vertice, l'impossibilità di andare in ufficio per sei mesi è stato come subire gli arresti domiciliari", ha detto stamani ai giudici Gabetti, all'epoca dei fatti presidente della finanziaria.

In primo grado a fine 2011, Gabetti e Grande Stevens, insieme a Virgilio Marrone, erano stati assolti dall'accusa di aggiotaggio relativa all'operazione di equity swap, che permise nel 2005 a Ifil (oggi fusa in Exor) di mantenere il 30% di Fiat allo scadere del prestito convertendo delle banche.

Nel giugno scorso, però, la Cassazione ha annullato la sentenza solo per Gabetti e Grande Stevens e ha rinviato gli atti alla corte d'appello di Torino, davanti alla quale sono imputate come persone giuridiche anche Ifil Investment-Exor e l'accomandita Giovanni Agnelli Sapaz.

Sul procedimento incombe la prescrizione, i cui termini scadono entro la fine di febbraio.

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Gianluigi Gabetti (sx) e Franzo Grande Stevens in una immagine di archivio. REUTERS/Remo Casilli