Stato-mafia, disposta distruzione intercettazioni Napolitano

venerdì 8 febbraio 2013 16:09
 

PALERMO (Reuters) - Il gup di Palermo, Riccardo Ricciardi, ha disposto la distruzione delle intercettazioni tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, acquisite dalla procura del capoluogo siciliano che ha indagato sui rapporti tra Stato e mafia. Lo hanno riferito stamani fonti giudiziarie.

La distruzione avverrà lunedì nell'aula bunker del carcere Ucciardone a Palermo, dove si trova il server della Procura che contiene materialmente i file audio e i supporti informatici. Le intercettazioni ed ogni traccia telematica saranno dunque distrutti da un tecnico incaricato dal giudice senza che nessuno possa ascoltarle prima.

Nei giorni scorsi, la difesa di Massimo Ciancimino - uno degli imputati per la presunta trattativa Stato-mafia - aveva chiesto al Gip di ascoltare le intercettazioni ritenendo che vi potessero elementi utili al loro assistito. Il Gip non ha tuttavia accolto la richiesta.

Proprio apprendendo della imminente distruzione, gli avvocati di Ciancimino, Francesca Russo e Roberto D'Agostino, hanno fatto sapere che intendono impugnare presso la Cassazione il provvedimento con cui è stato negato loro l'ascolto delle conversazioni tra Mancino e Napolitano.

La Corte costituzionale ha stabilito nel dicembre scorso che la conservazione da parte della magistratura, sia pure senza farne alcun utilizzo, delle intercettazioni telefoniche dei colloqui del capo dello Stato è da considerarsi una lesione dei poteri del presidente della Repubblica.

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una immagine di archivio. REUTERS/Zoubeir Souissi