8 febbraio 2013 / 07:53 / 5 anni fa

Voto, centrosinistra in testa, ma Berlusconi più vicino

di Roberto Landucci

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi tra le bandiere sventolate dai suoi sostenitori. REUTERS/Max Rossi

ROMA (Reuters) - La coalizione di centrosinistra si conferma prima nelle intenzioni di voto, ma il blocco di Silvio Berlusconi accorcia le distanze a due settimane dalle elezioni, spinto dalla promessa del Cavaliere di restituire l‘Imu sulla prima casa, mentre la vera incognita per la formazione del prossimo governo rimane la conquista della maggioranza al Senato.

E’ quanto emerge stamani da diversi sondaggi, nell‘ultimo giorno in cui è possibile divulgare le rilevazioni elettorali.

Comune denominatore è il trend che vede ridursi il divario tra i due principali blocchi. Secondo Ispo/3G Deal & Research per il Corriere della Sera la distanza è oggi di oltre sette punti - centrosinistra al 37,2% e centrodestra al 29,7% - contro i 9,4 punti di fine gennaio.

Per Ipsos-Sole 24 Ore, il margine è più stretto, 6,6 punti - coalizione di Pierluigi Bersani al 34,9% e coalizione Berlusconi al 28,3% -, ma si è dimezzato in tre settimane.

Tradizionalmente più benevolo per il Cavaliere, il sondaggio di Alessandra Ghisleri per Euromedia Research evidenzia che la distanza tra i due blocchi è ora inferiore al 2% con il centrosinistra al 34,4% e il centrodestra al 32,7%.

In controtendenza il sondaggio Swg per Rai Tre, che misura in sei punti il divario, ma vede il centrosinistra in risalita di un punto percentuale nell‘ultima settimana al 33,8% e il centrodestra fermo al 27,8%.

Per il grafico di riepilogo degli ultimi sondaggi è possibile cliccare sul seguente link: link.reuters.com/zyc85t .

RIMONTA POSSIBILE?

Ma nei 16 giorni che restano prima dell‘apertura delle urne ce la farà Berlusconi a rimontare?

Il curatore del sondaggio Ispo, Renato Mannheimer pensa di no. Sette punti sono “un divario che il Cavaliere pensa di recuperare nei prossimi giorni, ma che è obiettivamente assai difficile da colmare”, scrive oggi Mannheimer sul Corriere.

“Non impossibile, ma francamente difficile”, dice Roberto D‘Alimonte sul Sole 24 Ore, riferendo dei 6,6 punti di divario del sondaggio Ipsos.

Vero è che due settimane fa la distanza era di 10,8 punti, argomenta D‘Alimonte, ma ne restano da recuperare più di sei in in altre due settimane - gli stessi che Berlusconi riuscì a recuperare in ben quattro mesi alle elezioni del 2006. Un‘impresa al limite dell‘impossibile, prosegue il politologo, perché il Cavaliere dovrebbe ora conquistare alla sua causa una percentuale superiore al 50% dei 5 milioni di elettori ancora indecisi.

Ben più ottimista è la Ghisleri che ha stimato anche al 7% la distanza tra Pd e Pdl - 30% circa al Pd, 23% al Pdl -, mentre le altre tre case di sondaggi la danno attorno al 10%.

I centristi di Monti vengono dati in una forbice che va dal 12% al 15%, mentre cresce l‘attenzione per le performace del M5S di Beppe Grillo, visto in recupero di consensi soprattutto dopo lo scandalo Mps: Swg gli attribuisce il 18,8%, Ipsos il 15,8%, Euromedia il 14,5% e Ispo il 14,3%.

IL SENATO RIMANE LA VERA INCOGNITA

Quanto alle formazioni di sinistra e destra che corrono non coalizzate a partiti più grandi, l‘interesse viene dal fatto che possono sottrarre voti ai due blocchi principali nelle regioni decisive per l‘attribuzione dei seggi al Senato.

Su scala nazionale, a sinistra, Rivoluzione civile di Antonio Ingroia viene dato al 3,7% da Ipsos, al 4,1% da Swg e al 4,2% da Ispo. A destra, Fare per fermare il declino di Oscar Giannino prenderebbe l‘1,7% per Ipsos e Swg e l‘1% per Ispo.

Se questa distribuzione delle preferenze su scala nazionale dà la quasi certezza al centrosinistra di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera, per il Senato, dove il premio di maggioranza è attribuito su base regionale, il discorso rimane più delicato.

Secondo D‘Alimonte, in Lombardia e Sicilia la partita è ancora aperta, mentre in Veneto sembra che il vantaggio del centrodestra sia consolidato. Ma per privare Bersani della maggioranza assoluta al Senato, il centrodestra dovrebbe imporsi anche in una delle due regioni di cui sopra.

Per Ispo in Lombardia e Sicilia, il distacco rilevato dal sondaggio tra i due principali blocchi è inferiore al 3%, impedendo quindi di dare una indicazione sufficentemente solida (il margine di approssimazione del sondaggio è del 2,5%).

In Lombardia il blocco Pdl-Lega è visto primo al 37,5% contro il 34,6% del centrosinistra. Situazione opposta in Sicilia dove la coalizione di Bersani è in testa con il 32,6% contro il 29,9% del centrodestra.

Se Veneto e Lombardia andassero al centrodestra, un governo Bersani avrà bisogno del sostegno dei centristi di Monti per avere la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

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