Voto, ambiente sparito da campagna elettorale dei leader

giovedì 7 febbraio 2013 14:17
 

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Tra Imu, fisco, Monte dei Paschi di Siena, ipotesi di alleanze e lotta alla cosiddetta "casta", nella campagna elettorale italiana per il voto del 24-25 febbraio sembra esserci poco spazio per altri temi e l'ambiente, soprattutto, pare scomparso dall'agenda e dai discorsi dei leader.

Nell'ultimo mese, stando a lanci di agenzie, articoli di giornale e interviste a radio e tv, sono state rarissime le occasioni in cui i capi delle coalizioni - Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Mario Monti, che insieme potrebbero raccogliere tre quarti dei voti, secondo i sondaggi - hanno parlato di ambiente o "green economy". Ma più o meno lo stesso vale per i leader di altre liste, compreso Beppe Grillo, il cui Movimento 5 Stelle potrebbe diventare la seconda o terza forza in Parlamento.

Peraltro, è la seconda volta, dopo il 2008, che sulla scheda elettorale mancherà un simbolo chiaramente ecologista, mentre alcuni ambientalisti sono candidati in modo sparso in diverse liste, dal centrodestra alla sinistra.

PREOCCUPAZIONI "VERDI"

Eppure le questioni ambientali restano tra le principali preoccupazioni degli italiani. Nell'Ecobarometro 2013, realizzato nei giorni scorsi da Lorien Consulting per Legambiente, se il 97,9% degli intervistati indica il lavoro come primo problema, l'ambiente è segnalato al secondo posto, dal 48,2% del campione.

In un altro sondaggio, di Ispo, diffuso nel dicembre scorso, il 91% degli italiani chiede di investire sulla green economy. Anche se il mese prima, una rilevazione di Swg segnalava che il 61% delle imprese italiane interpellate non produce servizi o prodotti ecocompatibili.

Nell'Eurobarometro dell'Unione europea diffuso nel settembre 2012, poi, la percentuale di italiani che chiedevano di applicare controlli anti-inquinamento più severi sulle attività industriali ed energetiche e sulle emissioni di auto e camion è superiore a quella comunitaria.

Non è un caso dunque che qualche giorno fa, a Roma, gli attivisti di Greenpeace abbiano distribuito 100.000 copie di una falsa edizione del freepress Metro con titoli come "Bersani lancia la svolta verde" o "L'Italia non è il Texas, parola di Monti", dove si scrive che il premier uscente ha deciso di rinunciare al programma di trivellazioni petrolifere promosso dal suo governo.   Continua...

 
Voto, ambiente sparito da campagna elettorale dei leader. REUTERS/Max Rossi