February 6, 2013 / 3:53 PM / 5 years ago

Rifiuti Roma, domani Tar decide su decreto Clini, rischio emergenza

4 IN. DI LETTURA

Un soldato alla guida di una ruspa a Napoli.Ciro De Luca

ROMA (Reuters) - Il Tribunale amministrativo (Tar) del Lazio deciderà domani sul decreto del ministro dell'Ambiente che ha disposto l'invio dei rifiuti prodotti da Roma in alcuni impianti di trattamento di altre province della stessa regione, anche per evitare l'esportazione all'estero dell'immondizia.

Ma se il Tar dovesse bocciare il provvedimento, che ha affidato al prefetto Goffredo Sottile la gestione commissariale dei rifiuti nella Capitale per potenziare la raccolta differenziata e ridurre l'uso delle discariche, "il risultato sarebbe che la gestione dei rifiuti va in emergenza", ha detto oggi il ministro Corrado Clini.

Clini ha presentato i dati di una verifica compiuta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico, secondo la quale praticamente tutti gli impianti di trattamento meccanico e biologico (Tmb), dove secondo il decreto vanno portati i rifiuti romani in attesa di aumentare al 65% la raccolta differenziata, funzionano a metà regime.

Roma, secondo il prefetto Sottile, produce circa 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno, di cui 1.200 tonnellate in eccedenza rispetto alle strutture attuali.

La Capitale, secondo lo stesso sindaco Gianni Alemanno, ha raggiunto a fine dicembre il 30% di riciclaggio.

Nel 2010, secondo dati Ispra, il 46% dei rifiuti italiani finiva in discarica, contro una media Ue del 38%.

Ricorso Contro Il Commissariamento

Proprio i gestori di uno degli impianti visitati dal Noe, quello di Colfelice (in provincia di Frosinone), hanno presentato ricorso contro il decreto - che ha provocato sollevazioni e proteste in diversi Comuni del Lazio che non vogliono ricevere l'immondizia della Capitale - contestando i poteri del commissario governativo.

Nel frattempo, da fine gennaio, i camion romani trasportano i rifiuti da trattare, oltre che nei cinque impianti che sorgono nell'Urbe, anche ad Albano e Viterbo, in attesa che sia disponibile anche il Tmb di Aprilia.

In teoria, gli impianti Tmb dovrebbero trattare i rifiuti producendo il 40% di combustibile (Cdr) da impiegare nei termovalorizzatori, il 30% di frazione organica stabilizzata (Fos), cioè il cosiddetto "umido" e non oltre il 25% di scarti che finiscono in discarica.

Ma secondo l'indagine del Noe, gli otto impianti considerati nel 2012 hanno prodotto complessivamente circa il 25% di Cdr e invece quasi il 50% di scarti. Inoltre, i Tmb e i tre termovalorizzatori laziali sono spesso sottoutilizzati.

Se invece funzionassero a pieno regime, è il calcolo del ministero, sarebbero in grado di trattare altre 2.100 tonnellate al giorno, riuscendo a coprire le necessità della Capitale in questa fase di transizione.

Di qui, l'ultimatum del ministro e del prefetto: o entro 30 giorni gli impianti funzioneranno a pieno regime oppure verranno commissariati anch'essi.

Nel frattempo, resta aperta la mega-discarica romana di Malagrotta - già nel mirino dell'Unione europea e al centro di un'inchiesta della magistratura per inquinamento - almeno fino ad aprile. Successivamente, comunque, Roma dovrà dotarsi di una nuova e più piccola discarica dove sversare i rifiuti trattati.

Nel frattempo, ha detto oggi Clini, la Commissione di Bruxelles ha congelato le procedure d'infrazione in attesa di notizie sull'applicazione del decreto.

(Massimiliano Di Giorgio)

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below