Scavi Pompei, indagine su appalti, denunciato ex commissario straordinario

martedì 5 febbraio 2013 13:00
 

ROMA (Reuters) - La Guardia di Finanza ha arrestato oggi l'amministratrice di un'azienda di restauri e ha denunciato cinque persone, tra cui l'ex commissario straordinario per l'emergenza nell'area archeologica di Pompei, per una serie di appalti giudicati irregolari dalla magistratura.

Lo riferisce in una nota la procura di Torre Annunziata.

La vicenda riguarda lavori di restauro successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza nella zona archeologica, con la nomina da parte del governo a commissario di Marcello Fiori, un dirigente del ministero dei Beni culturali.

Secondo gli inquirenti, Fiori e l'ex direttore dei lavori nel periodo di gestione commissariale, Luigi D'Amora, avrebbero consentito l'affidamento di lavori di restauro e di allestimento scenico del teatro grande Odeion e del Quadriportico dei gladiatori a una azienda, la Caccavo srl di Annamaria Caccavo - posta oggi agli arresti domiciliari - senza i necessari requisiti.

Fiori è accusato solo di abuso d'ufficio continuato, mentre D'Amora anche di frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato.

Caccavo è indagata per concorso in abuso di ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato.

Al momento non è stato possibile contattare i legali degli interessati per un commento.

"...sin dalle prime fasi delle indagini, sono emersi profili di illegittimità in ordine all'utilizzo, da parte della 'gestione commissariale', di procedure 'derogatorie' nell'affidamento dei lavori, rispetto alla normativa sull'evidenza pubblica", dice la nota della procura.

L'importo dell'appalto era infatti superiore alla soglia del 50% dell'importo complessivo dei lavori e non si trattava di opere indispensabili "né tantomeno impreviste o imprevedibili", perché non riguardavano la messa in sicurezza del sito, ma "interventi per l'allestimento di strutture e l'acquisto di attrezzature mobili per spettacoli teatrali".

Per gli inquirenti - che hanno denunciato anche tre ingegneri, a cui per ora è vietato esercitare la professione, e hanno sequestrato i beni dell'azienda, che non potrà più contrattare con la Pubblica amministrazione - ci sono state "anomalie" anche in fase di esecuzione dei lavori, con prezzi gonfiati rispetto alla qualità dei materiali acquistati.

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Un'immagine degli scavi archeologici di Pompei.