February 5, 2013 / 11:44 AM / 4 years ago

Grasso (Pd): puntare su patrimoni criminali, non Imu, per reperire risorse

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Pietro Grasso candidato nelle file del Pd ed ex procuratore nazionale anti-mafia.Tony Gentile

di Antonella Cinelli e Steve Scherer

ROMA (Reuters) - Nuovi strumenti legislativi per attaccare i patrimoni criminali e reperire così risorse per il Paese. Da qui partirebbe la "rivoluzione graduale" della giustizia che ha in mente Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia e oggi capolista del Pd in Lazio per il Senato.

"Prima servono degli interventi prioritari: i reati di autoriciclaggio, falso in bilancio, frode fiscale e false fatturazioni, per catturare i patrimoni criminali" e combattere la corruzione, spiega Grasso in un'intervista a Reuters, alla domanda su quale sarebbe il suo programma nei primi cento giorni di un eventuale governo di centrosinistra, se fosse nominato Guardasigilli.

Grasso - che si dice "né sceso né salito" ma "trasferito dalla magistratura alla politica" - ha in mente "una nuova task force che riesca a trovare i patrimoni della criminalità organizzata, degli evasori fiscali, dei corrotti e dei corruttori" recuperando così le risorse necessarie a fare ripartire l'economia e creare posti di lavoro soprattutto per i giovani.

E la proposta del leader del Pdl Silvio Berlusconi, di restituire agli italiani l'Imu sulla prima casa? "Una cosa assolutamente inattuabile. Sembra un po' la fattispecie del voto di scambio. Nulla a che fare con una campagna elettorale seria".

Anche il condono tombale proposto da Berlusconi, dice l'ex magistrato, va contro "il rispetto delle regole. Qui i soldi e l'immagine hanno la preminenza su tutto, è una visione assolutamente fuori dalla mia comprensione", dice Grasso, una carriera costellata dal maxiprocesso a Cosa Nostra, la consulenza alla Commissione parlamentare antimafia, sei anni "in trincea" a Palermo e la presidenza della Direzione nazionale antimafia.

I Nodi: Prescrizione E Durata Processi

In seconda battuta, spiega Grasso, bisognerebbe agire sulla prescrizione: "Nel 2012 sono 130.000 i procedimenti prescritti, effetto di una legge - la ex Cirielli - che ha accorciato i tempi della prescrizione. E' questo l'ideale di giustizia?".

Fondamentale, poi, "rendere più celeri i processi, e quindi più certa la pena", una riforma elusa negli ultimi vent'anni da un Parlamento, dice Grasso, troppo impegnato con le leggi ad personam.

"E' un discorso ampio, strutturale. Ecco perché parlo di Costituente della giustizia", spiega l'ex magistrato, sottolineando che "una giustizia che funziona è trasversale a tutto: all'economia, agli investimenti stranieri".

Dunque più tecnologia - "possibile che in Italia le notifiche si facciano ancora con l'ufficiale giudiziario quando tutto il mondo usa Internet?" - e una radicale riorganizzazione, anche a costo, magari, di scontentare una parte della stessa magistratura mettendo mano alla razionalizzazione di strutture e sedi.

"Il Piano Carceri Una Foglia Di Fico"

C'è poi il sovraffollamento carcerario, costato all'Italia una condanna della Corte europea per i diritti dell'uomo davanti alla quale il Guardasigilli uscente, Paola Severino, si è detta "profondamente avvilita", avendo visto sfumare al Senato l'approvazione definitiva del ddl del governo sulle misure alternative alla detenzione.

"Dobbiamo fare in modo che il carcere della vergogna si trasformi nel carcere della speranza. Oggi l'Europa ci ha messo di fronte a un dato sconcertante: in un anno dobbiamo risolvere il problema di 20.000 posti. Abbiamo bisogno di un progetto strutturale".

Oltre alle misure alternative al carcere, spiega Grasso, sarà necessario considerare la depenalizzazione di alcuni reati - rivedendo la legge Fini-Giovanardi sulle droghe e la Bossi-Fini sugli immigrati - e finanziare "una legge sacrosanta, la Smuraglia, sul lavoro nelle carceri, che incide moltissimo sulla recidiva".

"Il piano carceri - spiega ancora l'ex procuratore - è una foglia di fico che non risolve il problema: prevede la costruzione di padiglioni all'interno delle carceri esistenti, togliendo dei posti di socialità del carcere", e a questo si aggiunge il fatto che "sono 13-14 anni che non si fanno concorsi per direttori di carceri: un direttore deve sovrintendere a tre istituti contemporaneamente, poi ci sono le evasioni come a Parma!".

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