Mps, in un esposto 2011 a Consob la denuncia della "banda del 5%"

martedì 5 febbraio 2013 12:22
 

MILANO (Reuters) - La storia della gestione allegra della finanza di Mps era già stata scritta con dovizia di dettagli a fine luglio 2011, quando un anonimo dipendente della banca ha inviato un esposto a Consob.

Il testo dell'esposto - inviato nell'autunno dello stesso anno anche alla trasmissione Report - è pubblicato oggi sul sito del Corriere della Sera. La responsabile della trasmissione tv Milena Gabanelli oggi sul Corriere scrive che questo testo è lo stesso inviato agli organi di vigilanza del mercato. Non è stato possibile avere una conferma da Consob sul fatto che il documento pubblicato da Corriere.it sia il medesimo di quello arrivato alla Commissione e di cui ha parlato il presidente Giuseppe Vegas in una recente intervista.

Secondo quanto detto da Vegas, Consob inizia ad avere sentore che qualcosa non va "il 2 agosto 2011, in seguito a un esposto anonimo che segnalava strane transazioni con soggetti esterni all'istituto. Si faceva il nome di Enigma e venivano ventilate ipotesi di riciclaggio".

"Ci stupì la rilevanza delle operazioni... un totale di 3 miliardi in titoli di Stato poste in essere dalla banca con una sola controparte, vale a dire Nomura. Nell'esposto si parlava anche di vendita anomala di titoli strutturati. Nient'altro", ha detto Vegas nell'intervista.

L'esposto, secondo il testo pubblicato da sito, premette che le banche italiane, fra cui Mps, sono piene di titoli di stato "ma non tutti sanno che molte delle transazioni eseguite per montare queste posizioni strategiche generano sistematicamente fondi neri a tutto vantaggio della direzione generale e dei dipendenti coinvolti nella truffa".

L'anonima fonte prosegue delineando il metodo di lavoro del resoonsabile dell'area finanza Gian Luca Baldassarri, che operava in stretta cooperazione con il direttore generale Antonio Vigni. Secondo una prassi seguita fino ad almeno metà 2009, una serie di controparti estere proponeva operazioni molto ingenti su cui Baldassarri decideva in base non alla loro economicità ma ai favori ricevuti. Operazioni che nessuno, a partire da Baldassarri, in banca era in grado di capire e che i sistemi dell'istituto non erano in grado di gestire.

La finalità era il conto economico. Se una operazione generava esposizione per parecchie centinaia di milioni ma un beneficio immediato sul conto economico, veniva effettuata. "L'importante era far vedere che si guadagna e magari ricevere anche 'qualche altra cosa' in cambio", scrive l'anonimo senese.

L'esposto arriva a quantificare in 800 milioni di euro le perdite 2008 nascoste dal bilancio della banca e cita l'ormai famosa operazione con Nomura da 3,5 miliardi di Btp, operazione che genera solo per il 2010 una perdita di 500 milioni per il Monte.

Operazione che a Londra viene soprannominata "la madre di tutte le truffe" per cui Mps aveva battuto ogni record di "regalo alla street", sempre secondo il testo dell'esposto, che cita in altro punto alcune banche d'affari.   Continua...

 
Una filiale di Monte dei Paschi di Siena a Roma. REUTERS/Max Rossi