De Tomaso, ex-dg ai domiciliari per concorso in truffa aggravata

martedì 5 febbraio 2013 12:18
 

MILANO (Reuters) - La Guardia di finanza di Torino ha arrestato stamani due persone, tra cui l'ex-direttore generale della De Tomaso, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta illecita percezione, da parte della società, di finanziamenti pubblici anche per corsi di formazione mai avviati, che ha visto finire agli arresti domiciliari nel luglio scorso anche il presidente della casa automobilistica.

Lo hanno riferito oggi le Fiamme gialle in una nota, in cui precisano che agli arresti domiciliari è finito oltre all'ex-dg Massimiliano Alesi anche Giuliano Malvino, procuratore speciale della Tas, società incaricata dalla casa automobilistica - dichiarata fallita a luglio - di curare l'attività di engineering e di sviluppo tecnico delle autovetture da mettere sul mercato.

L'accusa per i due - che non è stato al momento possibile contattare per un commento - è di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.

"I magistrati contestano ai due arrestati di aver ricoperto un ruolo importante nell'indebita percezione e nell'illecito utilizzo dei fondi pubblici per 13 milioni di euro arrivati all'azienda automobilista torinese, di cui 7,5 per finanziare corsi di formazione professionale e 5,5 per l'allestimento delle nuove linee produttive", si legge nella nota.

Le indagini si sono concluse con la denuncia di 11 persone, di cui sette arrestate, ritenute responsabili a vario titolo di ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato e riciclaggio. Sono stati inoltre sequestrati beni degli indagati complessivamente per 2,1 milioni di euro.

Secondo la procura di Torino - che indaga su come la De Tomaso abbia utilizzato i fondi pubblici ricevuti dalla Regione Piemonte e dalla Ue - per accedere ai contributi sarebbe stata utilizzata una fidejussione milionaria falsa e parte dei fondi sarebbero finiti nelle tasche di dirigenti della società.

La De Tomaso ha ricevuto svariati milioni di euro per i corsi di formazione di circa mille operai in cassa integrazione dal 2010, iniziati a gennaio 2012, andati avanti per due mesi e poi interrotti. Nel maggio scorso la Regione Piemonte aveva chiesto il rientro di 5 milioni di fondi pubblici erogati all'azienda. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia