Derivati, inchiesta Trani estesa a UniCredit, Bnl, Credem

venerdì 1 febbraio 2013 19:34
 

BARI/MILANO (Reuters) - E' stata estesa anche a UniCredit, Bnl (del gruppo Bnp Paribas) e Credem l'inchiesta della procura di Trani aperta circa un anno fa su derivati "swap" sottoscritti da imprese pugliesi che vedeva già coinvolte Banca Mps e Banco di Napoli, gruppo Intesa Sanpaolo.

Lo hanno riferito oggi fonti investigative e giudiziarie precisando che l'inchiesta al momento non c'entra con il fascicolo aperto recentemente dalla procura pugliese contro ignoti per omessa vigilanza da parte di Bankitalia e Consob sulle attività in derivati di Mps, anche se potrebbero essere unificate.

Nell'ambito dell'indagine sui derivati che coinvolge i cinque istituti - con le ipotesi di reato di truffa e usura e con circa 60 indagati tra dirigenti e responsabili delle banche - oggi è stato sentito in procura a Trani un alto dirigente di Intesa SanPaolo, "convocato in qualità di persona a conoscenza dei fatti, in relazione all'indagine [...] sul tasso Euribor", come precisato dalla banca in una nota.

In serata, la banca ha chiarito in una seconda nota che le indagini della procura di Trani "risalgono al 2010 e hanno riguardato le relazioni della controllata Banco di Napoli con alcune società clienti" aggiungendo che "le operazioni in questione hanno comunque rilevanza trascurabile e non significativa per il bilancio del gruppo".

Un portavoce di UniCredit ha detto che "al momento su Trani non siamo a conoscenza di indagini in corso". Non è stato invece possibile avere un commento dagli altri istituti coinvolti.

Nella stessa inchiesta - in cui stanno facendo luce anche sull'ipotesi di manipolazione del tasso Euribor da parte di trader stranieri, al momento senza indagati - i pm di Trani stanno effettuando accertamenti per verificare l'operato di alcuni ispettori della Banca d'Italia che non avrebbero "sanzionato le condotte" di Mps e Banco di Napoli.

Le fonti oggi hanno parlato di "accertamenti per verificare l'operato di alcuni ispettori della Banca d'Italia che nel corso dell'attività di controllo avrebbero omesso di sanzionare le condotte (di Mps e Banco di Napoli) in danno della clientela".

Nell'indagine - in cui sono stati effettuati complessivamente sequestri preventivi di contratti swap del valore di oltre 220 milioni di euro - la Guardia di finanza ha sequestrato ieri oltre 358.000 euro nella filiale di Mps di Corato in provincia di Barletta-Andria-Trani.

Secondo quanto riferito, l'inchiesta - di cui sono titolari i pm Antonio Savasta e Michele Ruggiero - era partita dalla denuncia di un imprenditore di Corato che si era visto addebitare complessivamente 415.000 euro, pari alle perdite subite dopo aver sottoscritto un derivato "swap" del valore di 4,5 milioni di euro proposto dalla banca per la copertura di un finanziamento chiesto dallo stesso imprenditore.

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Il pm di Trani Michele Ruggiero. REUTERS/Alessandro Garofalo