Voto, Bersani: confronto tv a tre solo se nessuno protesta

giovedì 31 gennaio 2013 19:18
 

ROMA (Reuters) - Dopo aver sostenuto nei giorni scorsi la proposta di un dibattito tv a sei tra i principali leader in vista delle elezioni, oggi Pier Luigi Bersani si è detto disponibile all'idea di un confronto solo tra i capi delle tre coalizioni, a patto che nessuno degli esclusi sollevi obiezioni.

"Se va bene agli altri tre va bene anche a me; ma alla prima obiezione di chi prendesse anche lo 0,5% io starei con lui, altrimenti non saprei come rispondere a chi mi dicesse che sto in una posizione privilegiata", ha detto il candidato premier del centrosinistra nel corso di una conferenza stampa.

In serata, dopo dichiarazioni polemiche da parte di esponenti del Pdl, il portavoce di Bersani Stefano Di Traglia ha diramato la seguente dichiarazione: "E' ovvio che Berlusconi cerchi il confronto con il solo Bersani. Il segretario del Partito Democratico è l'unico che può mandarlo a casa. Lo abbiamo già detto: il confronto tv, se Berlusconi lo vuole davvero, si fa, come è giusto, tra tutti i contendenti alla premiership. Berlusconi lo è?"

Ieri la Commissione parlamentare di Vigilanza ha fissato tre conferenze stampa separate dei "capi coalizioni" per il 22 febbraio, ultimo giorno di campagna elettorale, mentre quelle dei capilista delle altre formazioni non coalizzate si terranno nella settimana precedente.

La Vigilanza non si è espressa però sul possibile confronto tv tra leader a cui sta lavorando la Rai [RAI.UL], che oggi discuterà della questione nel cda riunito a Milano.

Fonti della Vigilanza hanno però detto a Reuters ieri che il regolamento sulla par condicio in campagna elettorale consente di tenere dibattiti tra i soli capi delle coalizioni, o in alternativa tra tutti i leader elettorali, anche quelli di liste che non fanno parte di coalizioni ma la cui presenza nelle circoscrizioni copre almeno un quarto dell'elettorato.

Questa condizione di fatto impedisce il dibattito a sei chiesto da Bersani, che avrebbe voluto misurarsi con Silvio Berlusconi, Mario Monti, Beppe Grillo, Antonio Ingroia e Oscar Giannino.

(Massimiliano Di Giorgio)

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