Mps, su rapporti partiti-banche botta risposta Monti/Bersani

giovedì 31 gennaio 2013 18:54
 

ROMA (Reuters) - Il governo di Mario Monti è già intervenuto con il decreto Salva Italia a separare gli incroci di banche e assicurazioni e il capo del governo si dice impegnato "per il bene di tutti, a tenere i partiti lontani dalla gestione delle banche".

Pur senza alcun riferimento diretto alle polemiche su, Monti interviene sul tema dei rapporti fra politica e banche con un messaggio sulla sua pagina di Facebook, battuta alla quale prontamente replica il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dicendo che oltre a tenere i partiti lontano dalle banche sarebbe bene anche tenere i banchieri fuori dai partiti.

"Sono stato accusato in passato di presiedere un governo di banchieri", esordisce Monti nella sua nota precisando subito il tema del suo intervento.

"Ricordo solo che il decreto Salva Italia, voluto dal nostro governo, ha vietato le presenze incrociate nei consigli di amministrazione di banche e compagnie di assicurazioni concorrenti. Sono anche questi intrecci di persone a generare i conflitti di interesse, le distorsioni al mercato e i danni al sistema finanziario. La nostra misura è stata una scelta coraggiosa e apprezzata all'estero, che migliora la concorrenza del mercato, a vantaggio dei cittadini. Un provvedimento che non può certamente essere etichettato come un favore ai 'salotti buoni' della finanza, anzi è un primo passo concreto e importante per arginare la commistione tra politica e finanza, che ho già definito una brutta bestia", aggiunge la nota.

Il documento si conclude perentoriamente: "Per il bene di tutti, dobbiamo tenere i partiti lontani dalla gestione delle banche".

"I partiti fuori dalle banche? Sono d'accordo dieci volte. Io aggiungo: via i banchieri dai partiti", ribatte Bersani, interpellato dai giornalisti a margine di una manifestazione elettorale a Palermo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il premier italiano Mario Monti interviene al World Economic Forum (WEF) di Davos 23, gennaio 2013. REUTERS/Pascal Lauener