Voto, per Vigilanza confronto tv Rai deve essere a 3, oppure a 13

mercoledì 30 gennaio 2013 17:54
 

ROMA (Reuters) - Un eventuale confronto tv tra i leader elettorali dovrà riguardare solo i tre capi delle coalizioni, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Mario Monti, oppure i tre leader più tutte le 10 liste non coalizzate che partecipano al voto del 24 e 25 febbraio.

Lo riferiscono due fonti della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai [RAI.UL].

La Vigilanza ha deciso oggi che i capi delle tre coalizioni elettorali - centrosinistra, centrodestra e centro - potranno tenere una conferenza stampa in tv il 22 febbraio, nell'ultimo giorno di campagna elettorale.

Ognuno dei tre leader avrà 40 minuti di tempo per rispondere alle domanda dei giornalisti, separatamente. Il loro ordine di presenza verrà sorteggiato.

I capilista delle altre 10 formazioni in lizza - cioè liste presenti in un numero di circoscrizioni tale da coprire almeno un quarto degli elettori - potranno tenere invece i propri incontri tv con la stampa nei giorni precedenti.

La Vigilanza, che oggi ha votato a larga maggioranza - riferiscono le fonti - la modifica di alcuni articoli del regolamento sulla par condicio approvato a inizio mese, non ha preso però decisioni sulla questione del possibile confronto televisivo tra i leader.

VIGILANZA NON DECIDE SUI FORMAT

Già ieri il presidente della commissione, Sergio Zavoli (Pd) aveva detto "di non avere alcuna competenza, e quindi nessuna responsabilità, nella scelta dei format dei programmi di approfondimento per garantire il rispetto della 'par condicio' da parte della Rai", ricordando però la differenza che esiste, per la legge elettorale, tra capicoalizione e capilista.

Il leader del Pd Bersani ieri ha detto che parteciperà a confronti tv solo se saranno presenti, oltre a Berlusconi e Monti, anche Beppe Grillo (M5S), Antonio Ingroia (Rivoluzione civile) e Oscar Giannino (Fermare il declino). Lo staff di Berlusconi vorrebbe invece dei faccia a faccia tra due candidati alla volta.   Continua...

 
Una immagine di archivio di Mario Monti e Silvio Berlusconi. REUTERS/Alessandro Bianchi